Analisi
Bipop Carire 15 anni fa - lunedì 1 ottobre 2001

BIPOP CARIRE

Bipop Carire (2,28 euro – 4.415 lire) ha da poco annunciato i dati definitivi relativi al primo semestre del 2001. Rispetto ai dati preliminari diffusi a inizio agosto, l’utile netto è stato abbassato da 85 milioni di euro (oltre 0,04 euro per azione) a 56 milioni di euro (meno di 0,03 euro per azione). La differenza è stata giustificata dalla società con nuovi accantonamenti, decisi per far fronte al peggioramento del mercato da agosto a oggi. Certamente una brutta sorpresa per gli azionisti, anche perché con i nuovi dati l’utile semestrale risulta in calo del 70% rispetto all’analogo periodo del 2000. Oltre ai nuovi accantonamenti per far fronte ai crediti che rischiano di non essere rimborsati, due sono i fattori che hanno contribuito a questo brutto risultato: il calo dei ricavi da commissioni (-28,5%) e i redditi da operazioni finanziarie, passati da un utile di 0,02 euro per azione nel primo semestre 2000 a una perdita di 0,02 euro per azione nel 2001.

I risultati semestrali ci portano a ridurre le nostre stime sull’utile 2001 e 2002 rispettivamente a 0,10 e 0,14 euro per azione, anche perché il rallentamento dell’economia influirà negativamente sulle Borse e quindi sugli utili delle società del risparmio gestito. Negli ultimi giorni, il prezzo del titolo è salito molto per voci di acquisto da parte di Hopa e Antonveneta, vista la definitiva conclusione dell’accordo per la vendita di azioni Olivetti a Pirelli. Speculare su questa operazione, tuttavia, è rischioso, vista l’instabilità dei mercati e la mancanza di conferme da parte dei soggetti interessati (Hopa, anzi, ha addirittura smentito l’operazione, pur confermando un interesse per Bipop). Anche per il lungo termine il titolo ci sembra caro. Non acquistare.

BIPOP CARIRE / BANCHE

Bipop (nero; base 100) si è ripresa su voci speculative, ma il divario col settore resta alto. Non acquistare.

 

condividi questo articolo