Analisi
Corus 15 anni fa - lunedì 15 ottobre 2001

CORUS

Il gruppo siderurgico britannico Corus (45,50 pence – 1.411 lire; CS.L) soffre più della maggior parte dei suoi concorrenti dell'ambiente sfavorevole (calo dei prezzi…), della sterlina forte (che pesa sulle esportazioni) e delle difficoltà del settore automobilistico. In crisi soprattutto la divisione acciai piani, che subisce un calo della produzione del 12% e l'aumento dei costi delle materie prime (carbone, minerali di ferro) e dell'energia. Nel primo semestre la perdita di quest'attività si è acuita del 56% e, in totale, il gruppo ha subìto una perdita di 6,25 pence per azione (-2,34 pence nel primo semestre 2000). Per reagire Corus moltiplica i piani di riduzione della capacità produttiva e, dopo gli acciai piani, ora toccherà a quelli lunghi (impianti in Olanda). Visto il contesto abbiamo nettamente ridotto le nostre stime sui suoi risultati e prevediamo ora una perdita di 10 pence per azione (e non più di 3 pence) nel 2001 e un utile per azione di 0,9 pence nel 2002 (contro i 2 pence inizialmente previsti).

Ultimamente il gruppo non fa che ristrutturare le sue attività, anche a rischio di perturbare il buon funzionamento del processo di produzione. La situazione invita alla prudenza: mantenete, ma non acquistate quest'azione correttamente valutata.

CORUS (in pence)

L'ambiente difficile e la sterlina forte pesano sul titolo. Mantenere, ma non acquistare.

 

condividi questo articolo