Analisi
San Paolo IMI 16 anni fa - lunedì 29 ottobre 2001

SAN PAOLO IMI

San Paolo IMI (11,96 euro – 23.158 lire) ha da poco raggiunto un accordo per l’integrazione di Banca Cardine. Protagoniste dell’intesa le fondazioni azioniste: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (rispettivamente 40,2% e 28,6% del capitale di Cardine) e Compagnia di San Paolo (16,1% del capitale di San Paolo IMI, a sua volta azionista di Cardine al 10,92%). Diversi i vantaggi dell’operazione: innanzitutto le sinergie e una presenza territoriale più completa (sportelli distribuiti in modo quasi paritetico tra nord e sud; Cardine rafforzerà San Paolo al nord-est e al centro). Un altro aspetto interessante riguarda l’azionariato: in vista delle nuove normative che potrebbero essere introdotte in materia, le fondazioni ridurranno al 15% il proprio diritto di voto, affidando in gestione a una struttura apposita il 15% delle azioni del nuovo gruppo (7,5% Compagnia di San Paolo e 7,5% le altre due fondazioni). Le azioni eccedenti saranno trasformate in privilegiate (quindi senza diritto di voto nelle assemblee ordinarie), convertibili in ordinarie dopo 10 anni o in caso di vendita. Il gruppo avrà comunque un controllo forte: nel patto di sindacato (che resterà sotto il 30% per evitare obblighi di opa) entreranno anche Ifi-Ifil e Reale Mutua, oltre a Cdc in procinto di acquistare azioni San Paolo. Anche il Bsch, uscito mesi fa dal sindacato, sembrerebbe interessato a tornare, forse anche acquistando nuove azioni.
In attesa dei dettagli economici (non ultimo il rapporto di concambio) manteniamo le stime sull’utile per azione 2001 e 2002 a 1 euro e 1,1 euro. Dal punto di vista strategico l’operazione ci sembra buona, e il titolo è conveniente. Acquistare.

SAN PAOLO IMI / BANCHE

San Paolo IMI (nero; base 100) va meglio del settore, e l’accordo con Cardine è interessante. Acquistare.

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