Analisi
ICI 16 anni fa - lunedì 12 novembre 2001

ICI

Nel terzo trimestre l'utile per azione (senza elementi straordinari) del britannico ICI (382,50 pence – 12.084 lire; ICI.L) è calato dell'8% (rispetto allo stesso trimestre del 2000) e il fatturato del 5% (su base comparabile), dimostrando una certa resistenza al cattivo andamento del settore. Se infatti nella divisione National Starch (adesivi, polimeri, elettronica…; 29% delle vendite) le vendite sono calate del 5%, nelle vernici (37%) sono aumentate dell'1,7%. Tuttavia l'indebitamento di ICI – superiore alla sua capitalizzazione borsistica (la somma delle azioni moltiplicata per il loro prezzo) – pone un freno al suo ulteriore sviluppo. Per reagire ICI cerca di vendere le attività non strategiche come la partecipazione in Huntsman International, che dovrebbe fargli incassare 300 milioni di sterline, ma forse solo a partire dal 2003. In più ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione, che prevede il taglio di 1300 posti di lavoro. Questa ristrutturazione, che costerà 120 milioni di sterline ripartite su 2 anni, dovrebbe generare sinergie annue di 6 pence per azione a partire dal 2002.

Vista la situazione non rosea nella chimica riduciamo le nostre stime sull'utile per azione da 40 a 36,4 pence per il 2001 e da 41,40 a 40 pence per il 2002. Mantenete, ma non acquistate quest'azione correttamente valutata.

ICI (in pence)

Il titolo ha recuperato in parte il terreno perso dopo l'11 settembre.
Mantenere.

 

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