Analisi
Alitalia 15 anni fa - venerdì 21 dicembre 2001

ALITALIA

Alitalia (1 euro – 1.936 lire) ha reso noti i risultati dei primi 9 mesi 2001. Il fatturato cala del 5% rispetto all’analogo periodo 2000, a causa della riduzione del flusso di passeggeri (-6,5% nell’intero periodo, con una punta di -17,1% nel mese di settembre), conseguenza degli attacchi negli Usa. Negativi anche il risultato industriale (-0.08 euro per azione) e l’utile corrente che, già negativo lo scorso esercizio (-0.09 euro per azione), ha aumentato la perdita arrivando a -0,1 euro per azione. La perdita totale, aumentata in misura analoga a quella corrente (2,1%), non può considerarsi indicativa del risultato di fine anno, per il quale è previsto un aumento della perdita del 161%, a causa degli oneri straordinari per ristrutturazione, incentivi all’esodo del personale e svalutazione della flotta.

Continuano le difficoltà per Alitalia, come, del resto, per l’intero settore aereo. Per fronteggiare la crisi il Governo, azionista di maggioranza con il 53%, ha richiesto un piano industriale che prevede, oltre a interventi strutturali (dismissione di attività marginali e taglio di rotte non redditizie), il licenziamento del personale in esubero (circa 5.000 unità) e il rafforzamento delle alleanze internazionali. Nel frattempo è partita la ricapitalizzazione di Alitalia con la seconda parte (258,2 mln euro) dell’aumento di capitale autorizzato dall’UE nel 1997. Il versamento della parte rimanente (129,1 mln euro) è tuttora all’esame del governo. Poiché il fabbisogno finanziario del gruppo è maggiore, si ipotizza il ricorso al mercato, che potrebbe far scendere al 18% la quota del governo. Le nostre stime sull’utile per azione sono, rispettivamente per il 2001 e 2002, di -0,23 e -0,03 euro. Il titolo è molto caro, non acquistare.

ALITALIA / BORSA

Alitalia (nero; base 100) ha recuperato lo scivolone di settembre, ma rimane molto cara. Non acquistare.

 

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