Analisi
Parmalat 15 anni fa - lunedì 10 dicembre 2001

PARMALAT

Nei primi nove mesi del 2001 le vendite del gruppo Parmalat (3,02 euro – 5.848 lire) sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2000; l’utile prima degli elementi straordinari e delle imposte è cresciuto del 7,2%. I risultati raggiunti hanno potuto beneficiare delle acquisizioni effettuate nel corso dell’esercizio precedente, dei piani di razionalizzazione in corso (miglioramento dei processi produttivi e distributivi) e dell’apporto dei nuovi prodotti a più alto valore aggiunto (latti speciali). Hanno avuto invece un impatto negativo sulle vendite del gruppo la crisi argentina e le difficoltà del Brasile: la quota di fatturato realizzato in Sud America si è ridotta dal 28% dei primi nove mesi 2000 al 25%. Parmalat sta comunque puntando molto sull’intero territorio americano. Ha da poco acquistato le attività del gruppo Kraft nel settore latte in Brasile e ha costituito una nuova struttura organizzativa volta a rafforzare le attività del gruppo in Nord America, favorendo le sinergie.
Se da una parte le vendite del gruppo potranno risentire delle difficoltà sudamericane, dall’altra Parmalat potrà continuare a beneficiare delle acquisizioni effettuate non ancora incluse totalmente nei conti e del proseguimento dell’attività di riorganizzazione. Inoltre, il settore in cui opera la società, quello alimentare, è per sua natura poco esposto al rallentamento economico. Manteniamo dunque invariate le stime a 0,28 euro per azione per il 2001 e a 0,30 euro per il 2002. L’azione è correttamente valutata. Acquistare.

PARMALAT / ALIMENTARI

Parmalat (nero; base 100) si difende bene dalla crisi sudamericana. Titolo correttamente valutato. Acquistare.

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