Analisi
Bipop Carire 15 anni fa - lunedì 14 gennaio 2002

BIPOP CARIRE

Bipop Carire (1,78 euro – 3.447 lire) ha concluso la vendita di Azimut – società specializzata nel risparmio gestito – a una nuova società, controllata dai fondi Apax Partners e dai manager e promotori Azimut. Il prezzo di cessione è di 418,5 milioni di euro (0,21 euro per azione), con una plusvalenza lorda per Bipop di 250 milioni di euro (0,13 euro per azione). Il gruppo salva così il bilancio 2001, che altrimenti si sarebbe chiuso in forte perdita. In seguito all’andamento dei mercati e a politiche di gestione inadeguate, infatti, Bipop ha dovuto far fronte a perdite straordinarie, tanto che il bilancio dei primi 9 mesi 2001 si è chiuso in perdita (-0,04 euro per azione), contro un utile di 0,15 euro per azione nello stesso periodo del 2000. Dopo questi dati, la vendita di Azimut era necessaria e già prevista; a confermarne l’urgenza, il fatto che Bipop ha finanziato all’acquirente un terzo della spesa (137,5 milioni di euro).

Stimiamo che la società chiuda il 2001 con un utile di 0,04 euro per azione, che salirà a 0,09 nel 2002. Anche dopo il calo del 2000 il titolo rimane caro; non ci sembra interessante nemmeno dal punto di vista speculativo, nonostante i movimenti tra i soci per opporsi all’entrata di Banca di Roma – vedi Soldi Sette n° 482  – e l’accordo con Bpm per il beneficio del pegno sul credito Garfin. Non acquistare.

BIPOP CARIRE / BANCHE

Nonostante il forte calo del 2001, il titolo Bipop Carire (nero; base 100) è ancora caro. Non acquistare.

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