Analisi
Cremonini 15 anni fa - lunedì 7 gennaio 2002

CREMONINI

Cremonini (1,66 euro – 3.214 lire), leader italiano per la produzione di carni bovine, distribuzione di prodotti alimentari e ristorazione,  sta perseguendo una strategia di espansione che si è concretizzata con la firma di un accordo con Grandi Stazioni – società che tra l'altro gestisce la ristorazione e caffetteria nelle principali stazioni italiane. Tale accordo prevede sia il rinnovo, per 18 anni, delle concessioni per le attività di ristorazione nelle stazioni in cui il Gruppo è già presente (Firenze SMN, Genova Brignole, Mestre, Palermo e Roma Termini), sia la possibilità di aprire nuovi punti di vendita nelle stazioni in cui ancora non opera (Bologna, Milano, Napoli, Venezia). Fra gli altri progetti, è prevista l’apertura entro il 2005 di circa 60 locali con insegna Roadhouse Grill nei principali Paesi europei; l’apertura a Legnano della prima steakhouse (una struttura caratterizzata da una ristorazione organizzata in modo moderno e in ambiente informale) rappresenta per ora l’unica catena di locali di questa tipologia presente in Italia e costituisce il locale pilota di un progetto più ampio.
Cremonini ha molto sofferto le conseguenze dell’effetto "mucca pazza". Per fronteggiare la crisi ha quindi intrapreso una strategia di crescita e diversificazione, da cui attende discreti risultati in termini di volumi di vendita. Grazie all’accordo con Grandi Stazioni, il gruppo prevede di raddoppiare il fatturato in quest'attività entro il 2005, mentre dalla steakhouse di Legnano attende ricavi annui di 0,015 euro per azione. Il settore in cui opera, tuttavia, non ha forti prospettive di crescita e con un utile atteso di 0,02 e 0,05 euro per azione per il 2001 e il 2002 il titolo è caro. Non acquistare.

CREMONINI / BORSA

Cremonini (nero; base 100) continua a posizionarsi sotto il Comit 30, ma è cara. Non acquistare.

condividi questo articolo