Analisi
Le mini-Opa 15 anni fa - lunedì 7 gennaio 2002

LE MINI-OPA

Ho in portafoglio azioni della Newmont Mining, quotata a Wall Street. Agli inizi di novembre ho ricevuto una telefonata da Banca 121, presso cui ho il deposito titoli, in cui mi veniva chiesto se fossi disposto a vendere il titolo a 20 dollari. Mi è parso di capire che fosse la società stessa a riacquistare il titolo. Visto che sul mercato la quotazione era di 23 dollari ho rifiutato. Adesso mi chiedo: cosa è successo? Ho fatto male a non vendere? Il titolo continuerà ad essere quotato sul listino principale? Ci sono forse guai in vista?

· Nessun guaio, la telefonata si riferiva in realtà ad una mini-Opa lanciata il 31 ottobre dalla Trc Capital, una società canadese, sul 2,7% del capitale della Newmont. Questo ci offre lo spunto per illustrarvi un trabocchetto che chi investe in azioni Usa deve saper evitare: le mini-Opa.

· Previste dalla legge degli Stati Uniti, le mini-Opa sono lanciate su una percentuale inferiore al 5% del capitale della società oggetto appunto della mini-Opa. Il limite del 5% non è affatto casuale, anzi viene rigorosamente osservato da chi intende lanciare una mini-Opa, perché se viene superato scattano una serie di regole da osservare. Vediamo quali: pubblicità di ogni tipo di informazione riguardante l’Opa e chi la lancia, deposito dei relativi documenti presso la Sec (la Consob americana), notifica dell’Opa alla società oggetto della stessa, restituzione delle azioni all’investitore che, dopo aver aderito, cambia idea, uguale trattamento per tutti gli aderenti all’Opa.

· Ma perché un’offerente (chi lancia l’Opa) dovrebbe voler evitare queste regole? In primis bisogna notare che nelle mini-Opa per l’offerente non c’è nemmeno l’obbligo di acquistare le azioni conferite dagli aderenti. Questo torna molto comodo all’offerente, che in questo modo può tenere bloccate le azioni degli aderenti all’Opa e vedere come si comporta il titolo sul mercato. Posto infatti che le mini-Opa vengono quasi sempre lanciate ad un prezzo inferiore a quello fatto segnare dall’azione sul mercato, se alla fine del periodo di adesione il prezzo di mercato è superiore a quello della mini-Opa l’offerente accetta le azioni conferite dagli aderenti, le vende sul mercato e ci guadagna la differenza. Se invece è inferiore non le ritira e non ci rimette nulla. Nel caso della mini-Opa sulla Newmont Mining, il prezzo offerto era inferiore alla quotazione fatta segnare sul listino di circa il 10%. E come se non bastasse la Trc Capital si riservava, a norma di legge, tanto il diritto di disporre per almeno due mesi delle azioni conferite, quanto la facoltà di rispedirle al mittente al termine di questo indefinito (sempre a norma di legge) periodo.

· E c’è anche un’altra tegola che potrebbe cadere sulla testa dell’incauto aderente ad una mini-Opa: il pagamento delle azioni. È la stessa Sec a dire che molti di quelli che lanciano una mini-Opa non hanno i soldi per pagare o, ben che vada, pagano con mesi di ritardo…

· Dunque, prima di accettare qualsiasi tipo di offerta vi venga fatta per le vostre azioni quotate negli Usa, controllate di che tipo di Opa si tratta, e se è una mini-Opa (in inglese mini-tender) evitate di aderire: il prezzo che vi è stato promesso, anche se molto allettante, potreste non vederlo mai.

· Immaginiamo lo scetticismo di alcuni, ai quali facciamo presente due ulteriori elementi. Il primo riguarda la Trc Capital, la quale è "specializzata" nel lanciare esclusivamente mini-Opa (quando si dice il caso…). Il secondo concerne le mini-Opa in generale: se voi aderiste, l’offerente accettasse definitivamente le vostre azioni e il prezzo vi fosse pagato in tempi non biblici, potreste comunque vedervi accreditata una somma inferiore al numero delle azioni moltiplicato per prezzo offerto. Perché possono addebitarvi anche spese e commissioni varie…

CON LE MINI-OPA IL BANCO NON PERDE MAI

Al termine del periodo di validità della mini-Opa le azioni della Newmont (nero) erano scese al di sotto del prezzo offerto dalla Trc. Quindi se qualcuno avesse aderito all’inizio dell’offerta si sarebbe visto riconsegnare le azioni e avrebbe conseguito una perdita del 17%. E la chiamano Opa...

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