Analisi
ARM Holdings 15 anni fa - martedì 12 febbraio 2002

ARM HOLDINGS

· Semiconduttori
· Londra (ARM.L)
· 294 pence

In un settore (i semiconduttori) dove, su base annua, le vendite sono scese di oltre il 30% e dove le spese per le ristrutturazioni costituiscono la norma, l'ideatore britannico di microprocessori RISC è ormai considerato come un «titolo rifugio». ARM è, infatti, una delle poche società tecnologiche a non aver deluso i mercati finanziari. Meglio ancora, ARM Holdings supera, ogni volta, le attese dei mercati. Ed è stato così anche per i risultati dell'intero esercizio 2001. Su base annua gli incassi sono cresciuti del 45% a 146,3 milioni di sterline, con una crescita del 42% dell'utile ante imposte, pari a 50,3 milioni di sterline. Questi risultati eccezionali sono il frutto del business model: ARM non fabbrica i chip, ma li idea per clienti del livello di Intel, Nokia e Texas Instruments. Ciò significa che non è costretta ad investire in strumenti produttivi costosi e può, di conseguenza, tenere alti i suoi margini di beneficio, anche in periodi di discesa. Questo non vuole dire che la società è immune al 100% contro il carattere ciclico del settore. Anche se i suoi prodotti sono la norma nel settore della telefonia mobile, significa che le loro vendite sono comunque legate alla domanda di telefoni portatili. La diminuzione della domanda nel 2001 è stata compensata da un aumento delle vendite di chip nei campi come la creazione di immagini (camere digitali), le console di video giochi e la sicurezza (smart card), da qui la leggera crescita del 9% delle royalties rispetto al 2000.

ARM Holdings è un'azienda unica che, nel 2002 dovrebbe nuovamente far segnare una crescita sia del fatturato che dell'utile. Peccato che la valorizzazione sia tanto elevata… NON ACQUISTATE.

ANDAMENTO DI ARM IN PENCE

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