Analisi
Commerzbank 15 anni fa - lunedì 11 febbraio 2002

COMMERZBANK

Nel 2001 l'utile per azione (senza elementi straordinari) della tedesca Commerzbank (18,35 euro – 35.531 lire; CBKG.F) è crollato del 93,5% (0,17 euro). Se tutte le sue attività hanno sofferto del calo dei mercati finanziari e della congiuntura negativa, qualcuna è andata persino in rosso (gestione di fondi, banca commerciale). Gli accantonamenti per coprire i crediti a rischio (soprattutto di piccole e medie imprese tedesche) sono aumentati del 36,5%, i costi operativi del 6,8%. Inoltre il gruppo ha dovuto sostenere i pesanti costi del piano di ristrutturazione (chiusura di 200 agenzie, taglio di 3400 posti di lavoro) finalizzato a risparmiare 0,93 euro per azione nel 2002 e 1,39 euro nel 2003, riportando il rapporto fra costi e ricavi dall'86,2% del 2001 al 60% a partire dal 2002. A nostro avviso, tuttavia, visto che questo piano è poco aggressivo e non prevede nessuna misura per rilanciare i ricavi, l'unica soluzione per la sopravvivenza di Commerbank nel lungo termine è di essere acquisita da un altro gruppo. Ma se, da una parte, per negoziare al meglio una fusione la direzione attende una ripresa delle Borse, dall'altra, un'offerta ostile avrebbe scarse possibilità di successo vista la complessa rete di azionisti che vogliono continuare ad avere voce in capitolo (Generali, Munich Re).

Prevediamo un utile per azione di 0,23 euro nel 2002 e di 0,31 euro nel 2003. La banca, ormai con le spalle al muro, non può più permettersi di rifiutare un'acquisizione. Ma i candidati sono scarsi: le attività poco redditizie di Commerzbank rendono poco attraente l'acquisto in blocco del gruppo. In più l'azione è cara. Non acquistare.

COMMERZBANK (in euro)

 

Il prezzo del titolo paga l’ostinata volontà del gruppo nel restare indipendente. Non acquistare.

 

condividi questo articolo