Analisi
SNIA 15 anni fa - lunedì 18 febbraio 2002

SNIA

Snia (2,04 euro – 3.950 lire) opera nel settore biomedico (44% dei ricavi dei primi nove mesi del 2001), nei fili tessili (27%), nella chimica (28%) e in altre attività (1%). Nonostante le smentite dei primi giorni, il socio di maggioranza relativa, Bios (28% del capitale), ha deciso di aumentare il prezzo della sua Offerta pubblica di acquisto (Opa) a 2 euro per azione, superiore di 10 centesimi rispetto alle nostre previsioni e di 7 centesimi (3,4%) al prezzo cui vi abbiamo consigliato di vendere. Questo aumento costituisce un’ulteriore riprova della scarsa chiarezza che circonda l’affaire Snia. Nel frattempo la società ha presentato i dati preliminari relativi al 2001, il quale si chiuderà con una perdita di circa 0,1 euro per azione nonostante un fatturato sostanzialmente stabile (+1,1% rispetto al 2000). Il responsabile della perdita potrebbe essere trovato nel settore chimico e, soprattutto, in quello fili tessili, il buco nero dei conti Snia 2001. Questo non solo a causa delle perdite operative, ma anche per "l’abbattimento di cespiti a fronte di attività cedute o in corso di dismissione". Vale a dire per la svalutazione delle attività di un settore per il quale solo un anno fa, secondo Snia, c’erano "buone prospettive".

Il settore biomedico continua a ottenere buoni risultati, ma il futuro di Snia continua a essere molto nebuloso. Abbiamo abbassato le nostre previsioni e l’ utile per azione 2002 e 2003 è di 0,01 euro. L’azione è diventata cara: vendere.

SNIA / BORSA

Snia (nero; base 100) è tornata a far meglio della Borsa solo grazie all’Opa: meglio vendere.

 

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