Analisi
Bipop Carire 15 anni fa - lunedì 18 marzo 2002

BIPOP CARIRE

Inferiori alle aspettative i risultati di Bipop Carire (1,75 euro) per il 2001, chiuso con una perdita di 0,27 euro per azione a causa di diversi fattori. Il primo è l’andamento peggiore del previsto nell’attività tipica: le forti perdite nelle operazioni finanziarie e il calo (-30%) delle commissioni hanno portato a una riduzione del 25% dei ricavi. Decisive, inoltre, le svalutazioni su crediti (0,18 euro per azione) e le svalutazioni su partecipazioni, su azioni proprie e per gestioni patrimoniali (0,23 euro per azione). Bipop non ha inoltre contabilizzato la plusvalenza Azimut, destinata invece al rafforzamento patrimoniale. Il 2001 si conferma il peggior anno nella storia di Bipop, sia per le ormai note vicende giudiziarie sia per il coinvolgimento nel dissesto di alcune società (Enron). Proseguono intanto le trattative con Banca di Roma: negli scorsi giorni sono stati pubblicati i concambi, ma in mancanza di un piano industriale preciso è difficile dare un giudizio sull’operazione, articolata in tre fasi: conferimento degli sportelli Bipop a una società appositamente costituita, trasferimento di questa società a Banca di Roma (che darà agli azionisti Bipop 0,345 azioni Banca di Roma per ogni azione Bipop) e fusione in Bipop della società di risparmio gestito di Banca di Roma (Bipop pagherà a BdR 4,2052 azioni per ogni azione della società incorporata).

Il titolo è caro e i vantaggi dell’accordo con Banca di Roma sono ancora da verificare. Il gruppo ha annunciato (come altre banche) di aver "fatto pulizia" per il futuro, ma certo è costato caro. Non acquistare.

BIPOP CARIRE / BANCHE

Bipop Carire (nero; base 100) rimane cara, e il suo futuro con Banca di Roma è ancora incerto. Non acquistare.

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