Analisi
Corus 15 anni fa - lunedì 25 marzo 2002

CORUS

Nel 2001, per il terzo anno consecutivo, la britannica Corus (86,25 pence – 1,40 euro; CS.L) ha chiuso l'esercizio in rosso, con una perdita di 13,4 pence per azione, superiore alle nostre attese. Ciò è dovuto al cattivo andamento dell’attività acciaio piano (85% dei ricavi). Questa divisione, localizzata soprattutto in Gran Bretagna, ha sofferto della sterlina forte che ha pesato sulle esportazioni (Corus realizza l'80% delle vendite nell'Europa continentale) e del calo della domanda interna (minore produzione di auto). Tuttavia i tagli ai costi cominciano a dare i primi risultati, e nei prossimi mesi le economie dovrebbero venir amplificate dalla progressiva riduzione della capacità produttiva (circa il 15% del totale) e del personale. Entro metà 2004 Corus dovrebbe realizzare in Olanda economie per circa 50 euro per tonnellata prodotta (in totale circa 3 pence per azione secondo i nostri calcoli). Infine la vendita a medio termine dell'attività alluminio dovrebbe contribuire a ridurre l'indebitamento del gruppo.

I tagli dei costi sono positivi, ma i prezzi dell'acciaio potrebbero scendere ancora se, in seguito ai dazi Usa sulle importazioni di acciaio, l'acciaio asiatico arrivasse in grandi quantità in Europa. Prevediamo quindi una perdita di 4 pence per azione per il 2002 e un utile per azione di 7,5 pence per il 2003. Mantenete, ma non acquistate, quest'azione correttamente valutata.

CORUS (in pence)

Corus ha preso delle misure drastiche, ma al prezzo attuale vi sconsigliamo di acquistare. Mantenere.

 

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