Analisi
Cremonini 15 anni fa - lunedì 11 marzo 2002

CREMONINI

Cremonini (1,74 euro) ha reso noti alcuni dati preliminari relativi al bilancio 2001. Il fatturato è diminuito dell’1,7% rispetto allo scorso esercizio. Le aree di attività che hanno dato il maggior contributo sono la distribuzione (45% del fatturato totale, per un tasso di crescita del 12,2%) e la produzione (43% del fatturato, ma con una flessione rispetto allo scorso esercizio del 16%). Più contenuto l’apporto del segmento ristorazione (12%), che ha però segnato il più alto tasso di crescita (+19,4%). In termini di aree geografiche, il fatturato è derivato per l’82% circa dall’Italia, per il 12% dall’Unione Europea e per il 6% dai Paesi extra-Ue (Cremonini esporta i suoi prodotti in Angola, Arabia Saudita, Cipro, Congo, Cuba, Egitto, Giappone, Malta, Russia, Svizzera, Usa e Uzbekistan). Positivo l’utile industriale (0,27 euro per azione). La sua crescita (+80,4%) è dovuta a una maggiore efficienza operativa e a una contenuta crescita del costo del lavoro (solo +3,5%). La posizione finanziaria della società, infine, presenta un indebitamento di 3,84 euro per azione, in crescita rispetto a dicembre 2000 (3,63 euro per azione), ma in miglioramento rispetto a settembre 2001 (4,01 euro per azione), grazie ai flussi finanziari generati dalla gestione caratteristica nell’ultima parte dell’anno. Alla luce dei dati preliminari resi noti dalla società, ci attendiamo, per il 2001, un utile netto per azione di 0,04 euro.

È continuata per tutto il 2001 la strategia di crescita e di diversificazione del gruppo, realizzata con l’obiettivo di contrastare i negativi effetti derivanti del fenomeno BSE. Per il 2002 prevediamo un utile per azione di 0,05 euro. Il titolo è caro, non acquistare.

CREMONINI / BORSA

Cremonini (nero; base 100) si è sempre posizionato sotto il Mib 30. Il titolo è caro; non acquistare.

 

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