Analisi
Datamat 15 anni fa - lunedì 18 marzo 2002

DATAMAT

Datamat (8,27 euro) ha reso noti i risultati 2001. Il fatturato, cresciuto del 23,8%, deriva per il 21% dalla divisione Difesa, Spazio e Ambiente (+36%), per il 18% dall’area Pubblica Amministrazione e Sanità (+41%), per il 33% dalle aree Banche & Finanza (rispettivamente +17% e +20%), per il 22% dal segmento Telecomunicazioni & Utilities e per il 6% da altre attività. I buoni risultati nei ricavi non si sono però tradotti in utili altrettanto soddisfacenti. Il risultato industriale è passato da 0,32 euro per azione nel 2000 a -0,12 nel 2001 e l’utile della gestione corrente è passato da 0,17 euro per azione nel 2000 a –0,23 nel 2001. Ciò per una maggior incidenza dei costi delle materie prime (+56,5%), dei servizi (+32,4%) e del personale (+32%), che aumentano il costo della produzione del 33,5%. Fra gli eventi straordinari, la svalutazione della differenza di consolidamento per CPG/Smarten, Dedalus, AIA, Millennium LPS e ABD e la cancellazione degli avviamenti di Dedalus e AIA, a causa delle forti perdite e dell’incertezza sulla redditività nel breve termine. La perdita netta, infine, è passata da 0,04 euro per azione nel 2000 a 3,66 euro nel 2001.

Negativi i risultati 2001. Altre difficoltà sono attese nel 2002 per le necessarie ristrutturazioni, ma segnali di ripresa dovrebbero scorgersi tra fine 2002 e inizio 2003, grazie agli ingenti investimenti realizzati. Titolo molto caro; non acquistare.

DATAMAT / NUOVO MERCATO

Dopo il vertiginoso calo, lieve ripresa per Datamat (nero; base 100). Titolo molto caro; non acquistare.

 

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