Analisi
Innogenetics 15 anni fa - martedì 12 marzo 2002

INNOGENETICS

· Biotecnologie

· Nasdaq Europe (INNX.ED)

· 15,20 euro

I risultati annuali di Innogenetics, specialista belga dei prodotti diagnostici, sembrano aver riconciliato la società con il mercato. Innogenetics ha, infatti, annunciato una crescita del 30% dei suoi guadagni totali, che raggiungono i 59,1 milioni di euro, per l'esercizio 2001, così come una riduzione del 49% della sua perdita operativa. Se guardiamo questi dati più da vicino, scopriamo che la maggior parte di questa crescita è dovuta ai differenti importi derivanti dagli accordi di commercializzazione, firmati soprattutto con Bayer e Roche. Le vendite di prodotti sono cresciute solo del 3%. E la crescita, non è certo attesa anche per il 2002, infatti, la dirigenza avanza un'ipotesi piuttosto conservatrice, attorno al 10%! Questi risultati dimostrano, ancora una volta, l'incapacità di Innogenetics di mettere a segno una crescita stabile basandosi sui soli prodotti di diagnostica. Quindi, secondo noi, la società dovrebbe concentrarsi maggiormente verso il suo portafoglio terapeutico. Ma purtroppo siamo ancora lontani dall'essere al completo. L’AutoDerm e TransDerm, commercializzati soprattutto in Belgio, nel quadro della cura delle ustioni, non rappresentano che un milione di euro sul fatturato totale e il potenziale di questo mercato è stimato in oltre 70 milioni di euro. Inoltre la maggior parte dei prodotti sviluppati nel quadro della cura dello choc scettico, dell’edema polmonare o delle malattie della pelle non hanno ancora passato la fase dei test clinici miranti, tra le altre cose, a verificarne la tossicità. In fondo, il solo asset tangibile è l'HCV E1, vaccino atteso per il trattamento dell'epatite C.

Tenendo conto dei dubbi, espressi in più riprese (E-R 99 e 100), nei confronti dello sviluppo del HCV E1, continuiamo a non acquistare il titolo. Innogenetics annuncerà gli sviluppi dei suoi programmi terapeutici alla fine del 2trimestre 2002. Nell'attesa, NON ACQUISTATE.

 

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