Analisi
Italcementi 15 anni fa - lunedì 25 marzo 2002

ITALCEMENTI

Italcementi (10,16 euro) ha pubblicato i risultati 2001. I ricavi crescono del 6,6%, grazie soprattutto alla positiva evoluzione dei prezzi del cemento. I Paesi che hanno contribuito di più alla crescita sono l'Italia (+9,3%), la Grecia (+13,4%), la Bulgaria (+13,2%), la Spagna (+10,7%), la Francia (+5,2%) e la Tailandia (+20,4%). Negativo invece il contributo della Turchia (-30%), mentre la crescita nel Nord America (+1,8%) è dovuta all’effetto cambio, senza il quale si sarebbe registrato un calo dell’1,2%. In termini di aree d'attività il comparto Cemento e Clinker è cresciuto del 3,8%, gli Inerti dello 0,9% e il Calcestruzzo dello 0,7%. I maggiori ricavi hanno fatto salire l'utile industriale da 1,89 euro per azione nel 2000 a 2,32 nel 2001. La crescita (+22,6%) è dovuta sia al favorevole andamento dei prezzi e volumi di vendita, sia a una maggiore efficienza industriale (-12% i costi fissi e -21% i variabili). Gli oneri finanziari (+17%) sono cresciuti a causa della svalutazione in Turchia e delle acquisizioni in India e Egitto, mentre le poste straordinarie (-0,07 euro per azione contro +0,07 euro del 2000) hanno risentito del confronto con il 2000, caratterizzato da consistenti proventi (indennizzi assicurativi, rettifiche al costo di ammende Cee). L’utile netto è salito da 0,58 euro per azione nel 2000 a 0,71 nel 2001.

Positivi i dati presentati dal gruppo. Nel 2002 sono in programma nuovi investimenti, da cui attendiamo buoni risultati: per quest’anno, infatti, stimiamo una crescita dell’utile per azione a 0,78 euro. L’azione è correttamente valutata; mantenere. Non acquistare invece le azioni di risparmio, oggi sopravvalutate.

ITALCEMENTI / BORSA

Italcementi (nero; base 100) è oggi il linea con il Comit 30. Il titolo è correttamente valutato; mantenere.

 

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