Analisi
STMicroelectronics 15 anni fa - lunedì 18 marzo 2002

STMICROELECTRONICS

Il gennaio scorso, al momento dell'annuncio dei suoi risultati 2001, il gruppo italo-francese STMicroelectronics (Stm – 37,49 euro; STM.PA) denunciava un calo dell'utile per azione (senza elementi straordinari) del 61% rispetto al 2000, ma contava sull'industria della telefonia mobile per rimettere in moto, ancorché gradualmente, il settore dei semiconduttori. Oggi la situazione è cambiata. Se è vero che Stm ha reagito all'anno più nero della storia del settore con una strategia di maggiore qualità e diversificazione del proprio portafoglio prodotti e allacciando relazioni privilegiate con i clienti, i recenti profit warning di Nokia (vedi introduzione) e di Lucent sull'andamento del loro fatturato nel primo trimestre 2002, fanno presagire che: i dati trimestrali di prossima pubblicazione non saranno brillanti; la crisi è destinata a perdurare un po' più a lungo e in un contesto di generale fragilità e, soprattutto, che si scatenerà una serie di revisioni nelle stime – anche noi l'abbiamo fatto, vedi oltre – che potrebbe portare banche d'affari di primaria importanza a decretare un consiglio di vendita.

Abbassiamo le nostre previsioni sull'utile per azione 2002 da 0,6 a 0,5 euro e quello del 2003 da 0,89 a 0,85. Il titolo è caro e, vista la perdurante incertezza sul settore, la possibile revisione dei consigli da parte di investitori professionali, il possibile prossimo afflusso sul mercato di parte del capitale messa in vendita dal socio francese bisognoso di far cassa, secondo noi lo è troppo per essere mantenuto. Meglio vendere, anche se, magari, solo temporaneamente.

STM (in euro)

La speranza che il crollo del settore dei semiconduttori sia finito ha fatto risalire il titolo. Vendere.

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