Analisi
TIM 15 anni fa - lunedì 18 marzo 2002

TIM

Nel 2001 Tim (5,42 euro), l'operatore di telefonia mobile controllato da Olivetti tramite Telecom Italia, nonostante un fatturato in crescita (+9%) ha registrato un utile per azione (senza elementi straordinari) di 0,14 euro, in calo del 26% rispetto al 2000. Ciò a causa di una tassazione meno favorevole, ma anche di una redditività sotto pressione. Da una parte, Tim deve infatti sostenere elevati costi di sviluppo in Brasile (anche se gli investimenti sono stati leggermente rivisti al ribasso) e, dall'altra, deve affrontare in Italia i costi di marketing per la tecnologia Gprs. In più nella trasmissione dati, importante motore di crescita, il gruppo comincia a risentire delle pressioni sui prezzi. Tuttavia, grazie alla sua clientela di imprese, dovrebbe poter centrare l'obiettivo che prevede da qui al 2004 il 20% dei ricavi medi per cliente provenienti da questo settore (9% attuale). Quanto all'Umts le sue prospettive di utili restano incerte, anche se è positiva l'estensione delle licenze da 15 a 20 anni.

Tim è in una fase di transizione non priva di rischi. Riduciamo quindi le stime sull'utile per azione a 0,12 euro per il 2002 e il 2003. Inoltre la sua generosa politica di dividendi, a tutto vantaggio di Olivetti, non è a nostro avviso sostenibile e la riorganizzazione del gruppo Olivetti potrebbe non tener conto degli interessi degli azionisti di minoranza. Non acquistate quest'azione cara.

TIM (in euro)

Le pressioni sulla redditività pesano sul prezzo del titolo. Non acquistate quest'azione cara.

 

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