Analisi
Vivendi Universal 15 anni fa - lunedì 11 marzo 2002

VIVENDI UNIVERSAL

Nel 2001 la francese Vivendi Universal (47,51 euro; VIE.PA) ha subìto una perdita totale per azione di 14,1 euro. Senza elementi straordinari (ammortamento dell’avviamento sulle costose acquisizioni) l'utile per azione è, secondo i primi calcoli, di soli 0,5 euro. L'utile industriale del polo "comunicazione" è tuttavia aumentato dell'89% (su base comparabile), grazie soprattutto all'attività "telecom" (Cegetel) che resta la fonte di risorse del gruppo con un utile industriale in crescita dell'83% (aumento del numero dei clienti e dei ricavi medi per abbonato). Questi buoni risultati combinati a quelli della controllata Vivendi Environnement (ambiente) compensano le perdite di Canal Plus (defezioni degli abbonati). Nel 2002 il gruppo punterà sulla crescita interna e sulla riduzione delle attività in perdita. La divisione Internet, ancora in rosso, è già stata ridimensionata e il futuro del portale Vizzavi potrebbe essere rimesso in causa. Vivendi cercherà di integrare tutte le attività per migliorare la redditività sfruttando la complementarità fra contenuto (musica) e contenitore (telefonia). Gli scarsi successi finora ottenuti in questo campo ci rendono tuttavia cauti, tanto più che il settore è soggetto a rapidi cambiamenti tecnologici.

Anche se nei media la concentrazione serve a finanziare investimenti tecnologici e sviluppare contenuti artistici, da sola non basta a generare utili soprattutto se, come nel caso di Vivendi, l'indebitamento resta elevato e la struttura troppo complessa. Mantenere ma non acquistare quest'azione correttamente valutata.

 

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