Analisi
Ericsson Italia 15 anni fa - lunedì 8 aprile 2002

ERICSSON

Ericsson Italia (29 euro) – la controllata italiana della svedese Ericsson (infrastrutture e terminali per telefonia mobile) – ha realizzato nel 2001 un utile per azione (senza elementi straordinari) di 2,64 euro, in calo del 36% rispetto al 2000. Il fatturato è però aumentato del 6% (su base comparabile), grazie alla crescita delle vendite nelle infrastrutture (+17%) che ha compensato il calo di quelle nei terminali. Due elementi invitano alla prudenza: la redditività è peggiorata (8,6% l’utile industriale contro il 9,5% del 2000) e il mercato italiano dell'Umts (telefonia mobile di terza generazione), da cui dipende la crescita futura della società, presenta prospettive meno rosee del previsto. Gli operatori infatti hanno rimandato o ridimensionato i loro progetti. Tra i "grandi clienti" Andala e Tim dovrebbero avviare dei servizi a fine 2002, mentre Wind è più indietro. È inoltre molto probabile che gli operatori si dividano le stesse reti, il che riduce le opportunità per la società. Da segnalare infine che tra i potenziali clienti Ipse 2000 temporeggia, Blu potrebbe essere smantellata, mentre Omnitel Vodafone guarda a Nokia e Nortel. Anche se i terminali Umts, frutto dell'alleanza con Sony, dovessero essere pronti a fine 2002/inizio 2003, non dovrebbero generare vendite significative prima del 2004.

Per il 2002 riduciamo da 4,5 a 3,2 euro le stime sull'utile per azione, che dovrebbe salire a 3,3 euro nel 2003. Nonostante i problemi dell'Umts, la posizione della società resta solida. Anche se più rischiosa della media, mantenete quest'azione correttamente valutata.

ERICSSON ITALIA (in euro)

Anche se il suo prezzo rischia di subire forti fluttuazioni, potete mantenere l'azione Ericsson Italia.

 

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