Analisi
Merloni 15 anni fa - lunedì 22 aprile 2002

MERLONI

Merloni (9,68 euro), con una quota di mercato del 14%, è il terzo produttore europeo di elettrodomestici. Nel 2001 il fatturato (23% Italia, 42% Ue e 35% altri Paesi) è cresciuto del 22,3% rispetto al 2000; soddisfacente anche l’utile industriale (+45%). Considerata la stabile incidenza sul fatturato dei costi variabili e la maggior incidenza degli ammortamenti (5,2% del fatturato contro 4,1% nel 2000, per una crescita del 53%), il buon andamento dell’utile industriale è da imputare (oltre che ai maggiori volumi di vendita) ai costi del personale, cresciuti dell’8,6% ma con una minore incidenza sul fatturato (13,9%) rispetto al 2000 (15,5%). L’utile netto per azione (0,76 euro) è cresciuto in misura notevole (+74%), ma lo scorso esercizio era penalizzato da molti oneri straordinari, senza i quali la crescita 2001 sarebbe stata più contenuta. Visti i risultati, il Cda ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,22 euro per azione.

Dopo gli interventi nell’Est Europa, Merloni ha rafforzato la presenza nell’area Ovest, acquistando il 50% di GDA – marchio Hotpoint e principale operatore nel settore elettrodomestici in GB – divenendo partner di General Electric. Fra gli obiettivi futuri del gruppo, il potenziamento dei marchi Ariston e Indesit. Anche se prevediamo un 2002 buono, difficilmente saranno replicati i risultati del 2001. Considerato che il prezzo attuale incorpora già le buone prospettive, consigliamo di non acquistare questa azione correttamente valutata. Non acquistare neanche le risparmio, oggi sopravvalutate.

MERLONI / BORSA

Merloni (nero; base 100) difficilmente ripeterà il recente boom. Correttamente valutata, ma da non acquistare.

 

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