Analisi
Deutsche Bank 15 anni fa - lunedì 13 maggio 2002

DEUTSCHE BANK

Nel primo trimestre Deutsche Bank (DB; 75,70 euro; DBKGn.F) ha aumentato l'utile per azione del 59%. L’aumento, però, è dovuto soprattutto agli importanti guadagni realizzati con la riduzione delle partecipazioni in Munich Re e Allianz, che mascherano un crollo del 18,4% dell’utile industriale. Un risultato che, essendo imputabile essenzialmente alle attività di gestione fondi e banca d'investimento, risulta ancora più deludente: DB punta proprio su queste due attività per creare una banca d'affari di calibro mondiale e capace di sfidare le principali banche americane. Inoltre, restiamo scettici sulla decisione di reintegrare nel gruppo la banca al dettaglio, dopo aver cercato per un anno un socio per tale attività; il ruolo della banca al dettaglio sarà di fare da tramite a livello distributivo per le attività di gestione di fondi e di patrimoni che si rivolgono a clienti diversi da quelli della banca commerciale. Inoltre, la legislazione tedesca sul lavoro (poco elastica) potrebbe impedire al gruppo di centrare i suoi ambiziosi obiettivi di una riduzione dei costi pari a 1,30 euro per azione quest'anno e 3,25 euro nel 2003, mentre le pressioni politiche potrebbero ostacolare la razionalizzazione del portafoglio crediti (il blocco dei prestiti potrebbe far fallire alcune imprese tedesche).

Le pressioni, gli ostacoli legislativi e delle decisioni inopportune rischiano di mettere a dura prova le capacità del management di impronta anglosassone, che intende rendere DB più reattiva al mercato. Per il momento non acquistate quest'azione anche se correttamente valutata.

DEUTSCHE BANK (in euro)

Ostacoli legislativi e decisioni critiche rischiano di frenare il titolo Deutsche Bank. Non acquistare.

 

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