Analisi
Edison 15 anni fa - venerdì 17 maggio 2002

EDISON

A fine aprile Montedison (2,37 euro) ha incorporato Edison, Fiat Energia e Sondel e ha cambiato nome (ora si chiama Edison) e oggetto sociale. Il risultato di questa fusione è un gruppo che ha lo scopo di concentrarsi sull’energia. Tra questa intenzione e la sua effettiva realizzazione c’è però il piano di dismissione di tutte le attività estranee al settore energetico: quest’ultimo rappresenta al momento appena il 24,6% dei ricavi. Su questo fronte va registrata l’acquisizione di Eurogen, che però non verrà consolidata nei bilanci futuri. Le dismissioni comunque procedono di buona lena: nei primi tre mesi di quest’anno sono state cedute Carlo Erba Reagenti, Cerestar, Eridania, Ausimont, Agorà e Tecnimont. Inoltre sono a buon punto le trattative per la vendita di Antibioticos, Béghin-Say, Cereol, Provimi, Intermarine e Carapelli. La nuova Edison ha presentato i risultati relativi al primo trimestre 2002, che vedono un calo del fatturato pari al 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2001. Scende anche l’utile industriale (-12%), ma l’utile netto sale: la differenza è dovuta alle entrate straordinarie relative alla cessione della partecipazione in Fondiaria, senza la quale il bilancio del trimestre sarebbe stato chiuso in rosso.

La fine del processo di razionalizzazione delle attività e la fusione con la controllante Italenergia sanciranno la reale nascita della nuova Edison. Si tratta però di un cammino lungo. Le nostre stime vedono un utile di 0,2 e 0,24 euro per azione rispettivamente nel 2002 e nel 2003. Titolo caro: mantenere ma non acquistare.

EDISON / BORSA

La nuova Edison (nero; base 100) è ancora a metà del processo di riorganizzazione. Mantenere.

condividi questo articolo