Analisi
Bulgari 15 anni fa - lunedì 17 giugno 2002

BULGARI

Bulgari (7,02 euro), terzo gioielliere al mondo dopo Lvmh e Tiffany, ha annunciato i risultati per il primo trimestre 2002. Il fatturato è in calo del 5% e gli utili trimestrali sono più che dimezzati – da 0,76 a 0,03 euro per azione. Positivi i dati (+17% e +28% rispettivamente) relativi alla vendita dei gioielli e dei profumi che, insieme, contano oramai per circa il 60% del fatturato, mentre si è rivelato più incerto l'andamento del settore orologi (-29%); quest’ultimo vede drasticamente ridotta la sua importanza a circa un terzo del fatturato, ma il gruppo spera in una lenta ripresa del settore dopo i risultati moderatamente incoraggianti della fiera dell'orologeria di Ginevra. A livello geografico continua la fase positiva del mercato europeo (Italia esclusa) che con una crescita del 18% risulta in netto contrasto con tutti gli altri mercati. Il management si attende un secondo trimestre non facile, ma conta su di un miglioramento per la seconda parte dell'anno; questo porterà il fatturato di gruppo a crescere nel 2002 rispetto al dato 2001, sebbene a un ritmo più blando di quello solitamente registrato.

Abbiamo ridotto le nostre previsioni sull’utile per azione 2002 a 0,27 euro, che dovrebbero diventare 0,31 euro nel 2003 contando sul successo dei tagli di costi attualmente in corso. Nonostante i recenti cali registrati in Borsa, il titolo rimane caro. Non acquistare.

BULGARI / BORSA

Bulgari (nero; base 100) ha subìto più della Borsa gli effetti dell'11 settembre, ma resta cara. Non acquistare.

 

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