Analisi
Arcelor 15 anni fa - lunedì 1 luglio 2002

ARCELOR

Arcelor (14,18 euro; CELR.PA) – il leader mondiale dell'acciaio nato dalla fusione fra Usinor, Aceralia e Arbed – ha pubblicato i suoi primi risultati trimestrali, che risultano nella parte alta della forchetta delle attese, pur riflettendo il difficile contesto economico e il rallentamento del settore auto. Il fatturato è calato del 7% rispetto al 1° trimestre 2001 (su base comparabile) e il gruppo ha subìto una perdita di 0,05 euro per azione. Le riduzioni dei costi hanno infatti compensato solo in parte il crollo dei prezzi degli acciai piani (50% circa del fatturato) e la minore domanda. È tuttavia atteso un progressivo miglioramento nel settore, almeno fino al terzo trimestre, grazie alla necessità di ricostituire le scorte. Quanto al rialzo dei dazi sull'importazione d'acciaio negli Usa, dovrebbe avere uno scarso impatto sui risultati di Arcelor (80% dell'attività in Europa). Il gruppo intende comunque rafforzarsi sul mercato americano aggirando le barriere doganali: ha preso infatti i primi contatti con l'americana Bethlehem Steel. Le priorità di Arcelor, tuttavia, restano l'integrazione a tre e la riduzione del pesante indebitamento.

Lasciamo invariate le stime sull'utile per azione (0,25 euro per il 2002 e 1,50 euro per il 2003). Con la ripresa dei prezzi dell'acciaio la situazione del settore è in miglioramento, ma occorre tempo per valutare gli effetti della fusione. Non acquistate quest'azione correttamente valutata.

ARCELOR (in euro)

 

Secondo noi l'azione Arcelor ha un limitato potenziale di crescita. Non acquistare.

 

condividi questo articolo