Analisi
Snia 15 anni fa - lunedì 15 luglio 2002

SNIA

Snia (2,05 euro) opera nel settore biomedico (70% dei ricavi 2001), nei fili tessili e nella chimica (28%) oltre che in altre attività (2%). A sei mesi dalla chiusura dell’esercizio 2001 Snia ha finalmente convocato l’assemblea degli azionisti per approvare il bilancio 2001, il quale chiude con una perdita per la prima volta dopo dieci anni. La perdita fatta registrare nell’esercizio 2001 deriva essenzialmente dagli oneri (svalutazioni, accantonamenti e spese di ristrutturazione) generati dai settori dei fili tessili e della chimica, che rappresentano le vere zavorre del gruppo. Si potrebbe quindi pensare che, pagato il dazio nel 2001, il 2002 dovrebbe essere meno colpito dall’andamento di questi settori. In realtà si sta verificando il contrario: nel solo primo trimestre di quest’anno, per usare le parole di Snia, "il settore del filo poliammidico non mostra ancora segni di recupero" e "la drammatica caduta dei consumi di filo acetato si è ulteriormente inasprita". La società prevede che l’andamento negativo di questi due settori si protrarrà per "la prima parte" del 2002, il che significa, visti i precedenti di Snia in tema di comunicazioni al mercato, che la congiuntura negativa potrebbe protrarsi anche oltre. Non è un caso, quindi, se già il primo trimestre di quest’anno è stato chiuso in perdita.

Il settore biomedico continua a dare il suo contributo, ma le altre aree di attività ne vanificano i buoni risultati. Abbassiamo quindi le nostre stime: perdita di 0,06 euro per azione nel 2002 e pareggio nel 2003. L’azione è molto cara: vendere.

SNIA / BORSA

 

Si prospetta un altro anno di passione per Snia (nero; base 100), che peraltro risulta molto cara. Vendere.

 

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