Analisi
General Motors 14 anni fa - giovedì 29 agosto 2002

GENERAL MOTORS

Con l’obiettivo di arrestare la caduta delle quotazioni azionarie, General Motors (GM) ha appena diffuso un comunicato, volto a rassicurare i mercati. I fondi pensione destinati al personale del gruppo sono sì attualmente sotto-alimentati per un valore di circa 12 miliardi di dollari (valore stimato a fine 2002 e senza considerare la ripresa delle Borse), ma, contrariamente ad altre imprese americane (US Airways), il primo costruttore di automobili statunitense non rischia il fallimento. Secondo la società, l’anno prossimo potranno essere fatti nuovi versamenti ai fondi pensione grazie alla vendita di partecipazioni nella Hughes Electronics e soprattutto grazie a una riduzione dei costi. Nonostante il successo messo a segno in quest’ultimo punto a inizio anno, noi rimaniamo prudenti: da qualche settimana GM ha rilanciato l’importante programma di sconti e finanziamenti senza interessi (che gli costa più o meno 3.100 dollari per veicolo venduto), che metterà la redditività del gruppo sotto pressione malgrado l’aumento delle vendite (+24,2 % in luglio). Unito ai costi dei fondi pensione, questo programma potrà indebolire la struttura finanziaria della società. Abbassiamo le nostre stime di utile per azione da 5,4 a 5,2 dollari per il 2002 e da 5,85 a 5,70 dollari per il 2003.

Anche se GM ha molti punti di forza su cui può contare, le sue finanze saranno sotto forte pressione nei prossimi trimestri. Nonostante il prezzo dell’azione sia conveniente, non ne consigliamo l’acquisto. Mantenere.

 

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