Analisi
Cremonini 15 anni fa - lunedì 9 settembre 2002

CREMONINI

Il secondo trimestre 2002 di Cremonini (1,51 euro) ha confermato la crescita già registrata nel primo periodo dell’anno, per cui i ricavi di vendita dell’intero semestre registrano un aumento del 16,1% rispetto allo stesso periodo 2001. Il settore che ha contribuito maggiormente è quello della produzione di carni e salumi (48% del fatturato totale) che, con una crescita delle vendite superiore al 31%, ha confermato il superamento della crisi per l’effetto "mucca pazza". Seguono il settore della distribuzione (+4,8% le vendite, che rappresentano il 40% del totale) e della ristorazione (+5,6%, 12% delle vendite totali). In crescita anche i costi per materie prime (+14,2%) e servizi (+20,6%). Il risultato industriale si è attestato a 0,12 euro per azione contro 0,05 euro del 1° semestre 2001.

In luglio Cremonini ha trasformato in titoli parte dei suoi crediti commerciali (120 milioni di euro) e ha deliberato il collocamento di una quota di minoranza della controllata Marr. Le risorse così raccolte serviranno a ridurre l’indebitamento, sostenere le strategie di sviluppo nel medio-lungo periodo e favorire il processo di internazionalizzazione (Spagna e altri Paesi dell’area mediterranea). Il gruppo è inoltre uscito dal settore spezie (cessione della controllata Compagnia delle Spezie) giudicato non più strategico. I miglioramenti registrati e i buoni propositi non giustificano però l’attuale prezzo del titolo che risulta ancora caro. Non acquistare.

CREMONINI / BORSA

Cremonini (nero; base 100) non ha ancora colmato lo svantaggio rispetto alla Borsa. Titolo caro; non acquistare.

 

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