Analisi
Snia 14 anni fa - lunedì 7 ottobre 2002

SNIA

Snia (1,81 euro) opera nel settore biomedico (71% dei ricavi), nei fili tessili e nella chimica (29%). La società ha presentato i dati relativi ai primi sei mesi di quest’anno, che mostrano una contrazione dei ricavi pari all’8% rispetto al primo semestre 2001. Il dato riflette l’andamento generale del gruppo, che se da una parte fa passi da gigante grazie al settore biomedicale (+30% il fatturato rispetto allo stesso periodo del 2001) dall’altra va a passo di gambero a causa delle difficoltà degli altri settori. Settori che, inoltre, registrano perdite, annullando l’80% dell’utile industriale generato dall’area biomedicale. Anche le società che in futuro dovranno essere vendute, o nella peggiore delle ipotesi chiuse, non vanno certo bene: senza di esse, l’utile ante imposte del 1° semestre sarebbe positivo (0,007 euro per azione) e non negativo, come invece è (perdita di 0,03 euro per azione).

Snia sta conducendo un piano di dismissioni che dovrebbe portarla a concentrarsi nell’area biomedicale, ma il cammino sarà lungo e problematico. Va inoltre considerata la scarsa affidabilità del management, che comporta ulteriori difficoltà. Confermiamo quindi le nostre stime: perdita di 0,06 euro per azione nel 2002 e pareggio nel 2003. L’azione è molto cara: non acquistare.

SNIA / BORSA

Grazie all’Opa, Snia (nero; base 100) è andata meglio della Borsa, ma ora ricomincia la discesa. Non acquistare.

 

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