Analisi
Un'offerta che non vale... un tubo? 14 anni fa - lunedì 25 novembre 2002

UN’OFFERTA CHE NON VALE… UN TUBO?

Al via in questi giorni l’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione (OPVS) per la quotazione delle azioni Socotherm al segmento Star della Borsa italiana. Conviene aderire?

· Il gruppo Socotherm ha cominciato la propria attività nel settore fabbricazione e applicazione dell’asfalto. Dal 1973, con l’apertura di nuovi impianti produttivi, l’attività principale del gruppo è diventata quella di rivestimento di tubazioni per trasporto di petrolio, gas e acqua. Il gruppo opera sia nel settore on shore (tubazioni per il trasporto terrestre; 78% delle entrate 2001) sia nel settore off shore (tubazioni per il trasporto in mare; 8% delle entrate 2001). Svolge poi altre attività secondarie: pavimentazioni stradali, barriere acustiche in materiale sintetico, isolamenti termici (14% delle entrate 2001).

· Il gruppo è attualmente controllato dalla famiglia Soave, fondatrice della società, con il 78% del capitale. Anche dopo l’offerta la famiglia Soave manterrà il controllo del gruppo con il 52,8% delle azioni; il mercato avrà invece il 32,1% del capitale.

· Il gruppo è già tra i leader mondiali del settore, ed intende utilizzare il ricavato dell’offerta per proseguire il proprio sviluppo. Oltre a rafforzarsi nei mercati in cui è già presente (America Latina, Europa, Africa, Area del Pacifico), la società punta all’ingresso in nuovi mercati (Cina ed ex Unione Sovietica) vuole anche rafforzare l’area ricerca e sviluppo e aumentare la presenza in settori ad alta tecnologia come le estrazioni ad alta profondità.

· L’offerta si svolgerà tra il 28 novembre e il 4 dicembre. Il prezzo a cui le azioni saranno offerte ai risparmiatori non è ancora noto, ma dovrebbe essere compreso tra 3,75 e 4,75 euro. Si potrà acquistare un quantitativo minimo di 500 azioni o multipli.

· I rischi legati al gruppo non sono pochi, a cominciare dalla crisi argentina: la società realizza una parte considerevole della propria attività in questo Paese e non utilizza strumenti di copertura dal rischio di cambio. Finora la svalutazione della moneta argentina l’ha avvantaggiata (i ricavi sono prevalentemente in dollari mentre i costi in pesos); tuttavia, è difficile prevedere gli effetti futuri della crisi argentina sui conti del gruppo. Altri fattori di incertezza dipendono dal tipo di attività svolta: rischio di cambiamenti nella disciplina ambientale e in quella degli appalti pubblici, limitato numero di clienti (a fine di questo giugno il 47% delle vendite dipendeva da soli tre clienti).

· Per il 2002 e il 2003 stimiamo una significativa crescita dell’utile netto (0,20 e 0,26 euro per azione) rispetto al valore registrato nel 2001 (0,1 euro per azione). Tuttavia anche al livello più basso dell’intervallo di prezzo indicato il titolo è troppo caro. La società non appare interessante nemmeno dal punto di vista speculativo, visto che anche dopo la quotazione in Borsa non sarà contendibile. Vi sconsigliamo di aderire.

 

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