Analisi
Generali: profumo... di battaglia 14 anni fa - lunedì 10 marzo 2003

GENERALI: PROFUMO… DI BATTAGLIA

· Da alcune settimane Generali ha registrato una crescita non giustificata né dall’andamento del settore (vedi grafico) né da notizie sul suo andamento; la crescita si è poi arrestata nelle ultime giornate, caratterizzate da brusche "frenate". Cosa è successo?

CACCIA AL LEONE

Nel 2003 Generali (grassetto; base 100) ha registrato un balzo, mentre il settore assicurativo nell’area euro (linea sottile) segna il passo. Questo è legato alla caccia ai titoli Generali per la battaglia sul suo controllo. Se siete speculatori incalliti potete partecipare al "safari" ma fate attenzione: la caccia è rischiosa.

· A far crescere il prezzo di Generali sono motivi speculativi, legati a una possibile battaglia per il suo controllo. Fino a qualche giorno fa, non era chiaro chi fossero i soggetti impegnati in questa guerra. Negli ultimi giorni, poi, il giallo si è risolto: Unicredito ha annunciato di aver acquisito il 2,1% di Generali, e di aver intenzione di creare un "fronte" opposto agli attuali azionisti di Generali: Mediobanca, che ne controlla il 13,6%, e i suoi alleati francesi, vicini anche all’attuale presidenza di Generali.

· Generali (o meglio il suo attuale management), evidentemente avvertita dell’attacco, ha tentato di andare al contrattacco acquistando il 2% di Unicredito; in base alle norme sulle partecipazioni incrociate, infatti, se due società hanno più del 2% del capitale l’una dell’altra, chi l’ha acquistato per seconda non può aumentare ulteriormente la propria quota, anzi deve vendere la parte eccedente il 2%. Generali ha quindi cercato di "battere sul tempo" Unicredito, ma il tentativo è fallito: la Consob ha infatti stabilito che Unicredito ha superato per prima il 2% dell’altra società, e può quindi incrementare ulteriormente la quota (è infatti già salita al 2,5%).

· La motivazione ufficiale dell’intervento di Unicredito è stata la difesa dell'"italianità" di Generali, viste le alleanze di Mediobanca con soggetti francesi. In realtà dietro c’è ben altro. Generali è il principale gruppo assicurativo italiano e ha in pancia quote significative nel capitale di altri gruppi finanziari: comandare in Generali significa comandare a cascata in molte altre società. A questo, poi, si aggiungono gli attriti sorti negli ultimi mesi tra Mediobanca e le banche sue azioniste (Unicredito, che ha il 7,9% di Mediobanca, e Capitalia, che ne ha l’8,4%).

· A fianco di Unicredito si è schierata anche Capitalia (ma la quota acquisita in Generali non è stata ancora dichiarata). Chi sono gli altri "alleati"? La Fondazione Cariverona, ad esempio, che ha raggiunto circa l’1,9% di Generali (è anche tra gli azionisti di Unicredito). Anche la Banca d’Italia, che controlla il 4,7% di Generali, sembra favorevole a questo schieramento. L’ultima ad associarsi a Unicredito è stata Mps, che ha anch’essa annunciato di voler superare il 2% di Generali. Più incerti invece il gruppo Premafin (di cui fa parte Fondiaria-Sai) e San Paolo IMI (era previsto un incontro con Unicredito, poi rinviato). Non è scontato l’appoggio a Unicredito nemmeno da parte di Banca Intesa (che ha Generali tra i propri azionisti, con il 6,3%). L’altro schieramento, come accennato, è composto da Mediobanca e i suoi alleati francesi.

· La battaglia potrebbe durare ancora settimane, fino all’assemblea del 26 aprile quando i 2 fronti "faranno i conti" sulle quote raggiunte; se i due gruppi continueranno ad acquistare azioni Generali per rafforzare le proprie posizioni, il prezzo potrebbe salire ancora. È possibile speculare acquistando Generali, contando sul fatto che i due schieramenti debbano "rastrellare" altre azioni? Lo speculatore più agguerrito può provarci approfittando dei cali delle ultime sedute. I rischi però sono alti, anche perché gli attuali prezzi di Generali sono elevati rispetto al suo valore "di lungo periodo", quello cioè coerente con i risultati di bilancio. Quando i motivi speculativi finiranno il titolo potrebbe di nuovo perdere terreno. E la speculazione potrebbe finire anche prima dell’assemblea, se dovessero verificarsi altri eventi: dimissioni dell’attuale management di Mediobanca, accordo tra Mediobanca e il fronte di Unicredito… senza contare che i due schieramenti hanno già raccolto quote consistenti del capitale di Generali. Se speculate, quindi, fate attenzione agli eventi; il buon padre di famiglia, invece, si astenga.

 

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