Analisi
Valore contabile: quanto conta? 14 anni fa - lunedì 5 maggio 2003

VALORE CONTABILE: QUANTO CONTA?

Cos’è il valore contabile di una società, e come lo si valuta?

· Il valore contabile, o valore di libro (in inglese, il book value) corrisponde al patrimonio netto di una società iscritto nel suo bilancio. Deriva quindi dalla differenza tra le attività (immobili, attrezzature, crediti, merci…) e i debiti della società, al valore con cui questi compaiono nel bilancio.

· In pratica, il valore contabile indica quanto potrebbero incassare gli azionisti in caso di liquidazione della società, supponendo che le attività e le passività siano cedute al loro valore di bilancio.

· Il valore contabile non corrisponde tuttavia al valore "di mercato" della società, rappresentato dal prezzo delle sue azioni. Anzi, il rapporto tra il prezzo di un titolo e il valore contabile per azione (price/book value, P/BV) rappresenta uno degli indicatori utilizzati per decidere se un’azione è cara o conveniente.

· Facciamo un esempio: un rapporto P/BV di 2 indica che comprando quell’azione pagate la vostra "fetta" della società il doppio rispetto a quanto vale in bilancio. Un pessimo affare dunque? Non è detto. Il valore contabile di una società si discosta dal valore di mercato (prezzo delle azioni) per diversi motivi.

· Il primo elemento riguarda il metodo con cui le attività e le passività sono valutate in bilancio: alcune sono valutate al prezzo corrente, ma altre (ad esempio gli immobili) possono essere valutate al loro costo storico, cioè quanto pagato ai tempi dalla società per acquistarli. La somma che gli azionisti otterrebbero vendendo le singole attività e passività non corrisponde quindi esattamente a quanto compare in bilancio; a volte la differenza può essere marginale, ma in altri casi (ad esempio società con un ingente patrimonio immobiliare acquistato molti anni fa) ha un peso notevole.

· C’è poi un secondo elemento ancora più importante: il valore di una società non è dato solo dall’insieme dei beni che questa possiede, ma anche da una serie di elementi (conoscenze tecniche e del mercato, esperienza del personale, relazioni consolidate con clienti e fornitori…) che non compaiono in bilancio, ma di cui il prezzo delle azioni tiene conto.

· Una volta stabilito che il prezzo è diverso dal valore contabile, come decidere se il rapporto tra i due (P/BV) è corretto oppure troppo elevato? In generale, vale la stessa regola già indicata per analoghi rapporti (prezzo/utili, prezzo/cash flow…): più il rapporto è alto, più il titolo è caro. Il confronto deve però essere il più possibile omogeneo: i dati devono riferirsi allo stesso periodo e le società considerate devono essere il più possibile simili in termini di settore, mercati di attività, dimensioni…

· Oltre a questo, poi, bisogna considerare che il patrimonio contabile di una società è composto in parte da elementi la cui valutazione è abbastanza certa (ad esempio i beni materiali) e in parte da elementi la cui valutazione è più problematica (ad esempio l’avviamento, cioè il maggior valore pagato da una società per acquisirne un’altra). Oltre al valore contabile, quindi, meglio considerare anche il valore contabile "tangibile", cioè depurato da questi ultimi elementi.

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