Analisi
E i dividendi? 14 anni fa - lunedì 16 giugno 2003

E I DIVIDENDI?

Come mai nella valutazione delle società non tenete conto dell’ammontare dei dividendi distribuiti?

Non è vero che non valutiamo i dividendi; anzi, rappresentano uno dei principali elementi da noi presi in considerazione, anche se non sempre sono espressamente citati nelle nostre analisi. Riteniamo importante non solo l’ammontare del singolo dividendo (che "fotografa" solo lo stato di salute della società) ma anche il suo tasso di crescita nel tempo.

Il dividendo dipende dalle politiche aziendali…

Nonostante le società tendano nella maggior parte dei casi a distribuire un dividendo proporzionale all’utile, diversi motivi possono determinare un dividendo non "allineato" con i risultati. Ad esempio, la società può distribuire un dividendo straordinario, o al contrario ridurre o eliminare i dividendi per finanziare lo sviluppo della propria attività. La percentuale di utile distribuita è anche influenzata dalla necessità di garantire una certa "stabilità" nella distribuzione dei dividendi: se l’utile è particolarmente elevato, la percentuale distribuita può diminuire in modo da accantonare delle riserve; queste serviranno a garantire la distribuzione di un consistente dividendo anche negli anni di "magra".

… dalla struttura del gruppo…

I risultati che noi prendiamo in considerazione (in quanto maggiormente significativi) sono quelli consolidati, cioè relativi all’intero gruppo; il dividendo è però distribuito dalla società capogruppo e dipende molto dai risultati di quest’ultima. Può quindi succedere, ad esempio, che il gruppo sia in perdita, ma che la società capogruppo, registrando un utile, decida di distribuire comunque un dividendo.

… dal settore e dai piani strategici

Infine, non sarebbe corretto fare confronti tra diverse società basandosi solo sulla "generosità" dei dividendi distribuiti: le società di settori in crescita, ad esempio, tendono a distribuire minori dividendi per finanziare l’espansione. Anche all’interno dello stesso settore, poi, la percentuale di utile distribuita agli azionisti può variare a seconda dei progetti del gruppo (acquisizioni, ingresso in nuovi mercati…) e del conseguente fabbisogno di capitali.

Meglio la crescita!

Il tasso di crescita dei dividendi, al contrario del singolo importo distribuito in un certo anno, rappresenta in modo abbastanza veritiero la situazione del gruppo; questo perché, nel lungo periodo, la crescita dei dividendi dipende dalla capacità della società di migliorare i propri risultati. Per un periodo di tempo limitato, la società può far crescere i dividendi a un tasso maggiore degli utili, ma a lungo andare questo non è sostenibile perché esaurirebbe le risorse a disposizione. Se invece la società continua a far crescere i dividendi a un tasso inferiore rispetto a quello degli utili, i capitali a sua disposizione continueranno a aumentare; questi capitali, però, devono essere "remunerati", devono cioè poter esser impiegati nell’attività per generare nuovi utili… e questo non può continuare all’infinito! In pratica, quindi, il tasso di crescita dei dividendi tende nel lungo periodo a coincidere con il tasso di crescita degli utili.

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