Analisi
Telecom Italia 14 anni fa - lunedì 8 settembre 2003

TELECOM ITALIA

SETTORE: telecomunicazioni
BORSA: Milano
PREZZO: 2,10 EURO
RISCHIO: ***

Nel 1° semestre la nuova Telecom Italia (TI), nata dalla fusione della "vecchia" Telecom con Olivetti, ha registrato un utile corrente di 0,06 euro per azione e un fatturato in crescita dell’1% (senza gli effetti delle cessioni). Il gruppo ha beneficiato del credito d'imposta legato alla fusione e del buon andamento della controllata TIM, ma ha subìto negativi effetti di cambio a causa della presenza in America Latina. Con un utile per azione in aumento del 22% a 0,11 euro, TIM resta il motore della crescita del gruppo. Tuttavia il secondo semestre potrebbe essere più difficile in seguito al calo delle tariffe tra telefoni fissi e cellulari imposto dalle autorità di controllo e al previsto aumento delle spese di marketing per affrontare la guerra dei prezzi, soprattutto nei futuri servizi Umts. Infine, la nuova strategia del management di sviluppare all’estero le attività di accesso rapido a Internet appare rischiosa, tenendo conto della forte concorrenza su questo mercato e dell’elevato indebitamento del gruppo.

Stimiamo per TI un utile corrente per azione di 0,12 euro nel 2003 e 0,14 euro nel 2004. Il gruppo, posizionato soprattutto su un mercato interno saturo e molto competitivo, ha un debole potenziale di crescita a lungo termine. Inoltre l'elevato indebitamento e la rischiosa strategia potrebbero mettere a repentaglio nel tempo la generosa politica di dividendi. Anche se correttamente valutate, non acquistate né TI né TIM.


TELECOM ITALIA (in euro)

 

La nuova Telecom Italia ha deboli prospettive di crescita e un forte indebitamento. Non acquistare.

 

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