Analisi
TIM 14 anni fa - venerdì 7 novembre 2003

TIM

SETTORE: telecomunicazioni
BORSA: Milano
PREZZO: 4,05 EURO
RISCHIO: ***

Nel 3° trimestre Tim, controllata di telefonia mobile di Telecom Italia (TI), ha aumentato l'utile corrente per azione del 33% circa e il fatturato del 10% (+13,5% senza effetti di cambio). L'aumento degli abbonati (in Italia e Brasile) e dei ricavi nella trasmissione dati (SMS, MMS) ha più che compensato il calo delle tariffe imposto a luglio in Italia dalle autorità di controllo; il miglioramento della redditività è però dovuto soprattutto all'abolizione di una tassa italiana ritenuta illegittima dall'UE. Finora Tim, che realizza l'80% del fatturato in Italia (mercato vicino alla saturazione) ha risentito poco della concorrenza, ma difficilmente potrà replicare il buon andamento (aggressività commerciale di concorrenti come Wind o Hutchinson). Infine, nonostante l'assenza di debiti, il management esclude l'acquisto di azioni proprie, una mossa che potrebbe ridare slancio al titolo e fiducia agli azionisti di minoranza, che restano nell’incertezza degli effetti di una possibile scalata della controllante TI nel capitale di Tim. Un'ipotesi, questa, finora sempre smentita dal management di TI ma che, a nostro avviso, non può essere esclusa.

Stimiamo un utile per azione di 0,23 euro nel 2003 e 0,26 euro nel 2004. A parte la distribuzione di un generoso dividendo, che serve soprattutto a rimborsare i debiti della controllante, dubitiamo che Tim voglia prendere misure per favorire gli azionisti di minoranza. Anche se l'azione è correttamente valutata, non acquistatela.

TIM (in euro) 

 

Secondo noi Tim dovrebbe adottare misure più favorevoli agli azionisti di minoranza. Non acquistare.

 

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