Analisi
Computer Palmari, che fare? 13 anni fa - lunedì 27 settembre 2004

COMPUTER PALMARI, CHE FARE?

Nel 2000 avevo acquistato azioni Palm (a 976 dollari), ora divise in PalmOne e PalmSource. Sperando in una ripresa, ho ancora in mano queste azioni che hanno però quotazioni talmente ridicole rispetto al momento dell’acquisto che se anche salissero del 20% per me significherebbe poco o nulla. Cosa mi consigliate di fare?

· Palm, società americana quotata al Nasdaq attiva nella produzione di computer palmari, si è scissa nell’ottobre 2003 in PalmOne (29,29 dollari), che costruisce e vende computer palmari, e PalmSource (20,59 dollari), che si occupa dei software degli stessi.

· Dopo la scissione gli azionisti di Palm si son trovati con in mano lo stesso numero di azioni Palm, ora PalmOne, più 0,31 azioni PalmSource per ogni azione Palm posseduta. Considerando tale operazione, più il raggruppamento delle azioni Palm in ragione di 20 a 1, più il dividendo lordo sulle stesse di 8,8 dollari (sempre nell’ottobre 2002), la sua perdita sull’investimento ai prezzi attuali è circa del 96%.

· PalmOne nel 2003-2004 – il suo esercizio fiscale va dal 1° giugno al 31 maggio – ha realizzato ricavi (950 milioni di dollari) in crescita del 13%, ma l’anno si è chiuso in rosso. Le perdite sono state di 0,55 dollari per azione, in forte miglioramento però rispetto ai 13,5 dollari di perdita per azione dell’anno prima. L’ultimo trimestre dell’anno poi si è chiuso in utile (0,27 dollari per azione, contro la perdita di 0,51 dollari nello stesso periodo del 2002-2003). Il 2004-2005 è iniziato con un utile nel primo trimestre (giugno-agosto 2004) a 0,41 dollari per azione, ma all’annuncio dei dati il titolo ha perso il 15% in un giorno perché il mercato si aspettava qualcosa di più.

· PalmSource, molto più piccola, nel 2003-2004 – dal 1° giugno al 31 maggio – ha avuto ricavi in linea con l’anno prima (circa 73 milioni di dollari), con una perdita netta per azione di 1,4 dollari, contro la perdita di 2,18 dollari dell’anno precedente. Il primo trimestre 2004-2005 si è chiuso con una perdita di 1 centesimo di dollaro per azione (contro 38 nel primo trimestre dello scorso anno), deludendo il mercato che ha punito il titolo con un -18% in un giorno.

· È vero, come lei scrive, che anche rialzi clamorosi rispetto alle quotazioni attuali cambierebbero di poco le cose: un rialzo del 100% sia delle azioni PalmOne sia delle PalmSource, per esempio, porterebbe le sue perdite dal 96% al 93%. Tuttavia le prospettive per le due società sono positive, e per quest’anno, almeno per PalmOne, prevediamo un ritorno all’utile.

· Vendere adesso significherebbe incassare davvero pochino. In ragione di ciò, e visto che i due titoli comunque negli ultimi mesi sono in fase di rialzo (PalmOne ha triplicato il valore dal febbraio 2004, PalmSource ha messo su il 35% da giugno), il nostro consiglio è di mantenere entrambe le azioni. Ha poco da perdere, ma potrebbe avvantaggiarsi di eventuali rialzi nel medio-lungo periodo. Se poi ciò non si verificasse, sarà sempre in tempo a vendere più in là.

 

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