Analisi
Benetton deve temere le pecore australiane? 13 anni fa - lunedì 31 gennaio 2005

BENETTON DEVE TEMERE
LE PECORE AUSTRALIANE?

Ho letto di una campagna contro Benetton perché compra lana in Australia dove le pecore sono allevate con crudeltà. Questo potrebbe incidere sull’andamento della società?

Una premessa: le accuse e le smentite

· Recentemente la Peta (www.peta.org ), un’associazione animalista ha chiesto di boicottare i prodotti Benetton finché non smetterà di acquistare lana dall’Australia, in cui è ampiamente diffusa la pratica del mulesing tramite cui alle pecore viene incisa (senza anestesia) la carne nella zona perianale per evitare che vi cresca il pelo e che si annidino parassiti pericolosi per la salute della pecora stessa.

· Benetton ha risposto di non poter boicottare la lana australiana perché non acquista la lana direttamente dall’Australia, ma da grandi commercianti internazionali che mischiano lane provenienti da diversi Paesi. Benetton accusa a sua volta la Peta di utilizzare il suo marchio per farsi pubblicità.

BENETTON DEPRESSO DALLE PECORE?

Benetton (in grassetto, base 100) ha subito il peso dei pattini in linea (oggi ceduti) che ne ha depresso le quotazioni durante gli anni grigi delle Borse (la linea sottile descrive Piazza Affari), ma difficilmente verrà colpita con altrettante forza da un boicottaggio.

L’impatto su Benetton

· Secondo noi i conti di Benetton non rischiano gravi conseguenze da questa campagna. Non è raro che le multinazionali siano accusate di comportamenti poco "etici", dall’accusa nei confronti di Coca Cola di lavorare in Sud America con società coinvolte nelle morti di alcuni sindacalisti, a quella nei confronti di Nestlé di rendere dipendenti dal latte in polvere i bambini africani. Nessuna di queste campagne ha messo in ginocchio le multinazionali, Coca Cola e Nestlé in testa. Né pensiamo che la cosa sia probabile con Benetton, perché la società è molto attenta agli aspetti di comunicazione ed è in grado di parare il colpo e perché chi volesse acquistare un pullover di lana non avrebbe automaticamente la garanzia di acquistare lana non australiana evitando Benetton, visto che il 30% della lana in circolazione (e il 50% di quella Merino) viene da quel Paese.

· Ma c’è di più, le considerazioni animaliste fanno poca presa su chi acquista vestiario o merce di provenienza animale. Ad esempio il Peta conduce anche una campagna contro le scarpe di cuoio e a favore del vegetarianesimo, ma nessuno pensa che la gente sia disposta a rinunciare a un paio di scarpe alla moda o a un panino col prosciutto.

 

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