Analisi
Enel fa bene a disfarsi di Wind? 12 anni fa - lunedì 4 aprile 2005

ENEL FA BENE A DISFARSI DI WIND?

Si parla molto della probabile vendita di Wind da parte di Enel. Ci sono i favorevoli e i contrari, ma noi non ci schieriamo a priori: infatti dipende dal prezzo offerto per la società.

 

Via dalle telecomunicazioni, ma senza fretta

· La strategia di Enel prevede la concentrazione delle attività nel settore dell’energia (elettricità e gas), attraverso l’uscita dai settori considerati non strategici. Coerentemente a questa linea strategica, già da alcuni anni Enel ha dichiarato di voler uscire dal settore delle telecomunicazioni, cioè di volersi liberare di Wind, acquisita dal precedente gruppo dirigenziale. Il tutto senza fretta, visto che finanziariamente Enel non ha stretta necessità di cedere Wind.

· La strada maestra era quella della quotazione in Borsa, una volta che la società fosse stata in grado di camminare da sola, cioè senza più l’appoggio finanziario di Enel. La quotazione era prevista per il 2006. Enel però non ha mai nascosto che per offerte interessanti, avrebbe potuto vendere Wind in anticipo. Come dire: investitori, fate le vostre offerte!

 

Piazza Affari o i fondi?

· E le offerte sono quindi arrivate. La prima, a metà dicembre 2004, è stata rispedita al mittente a causa dell’importo offerto, inadeguato secondo Enel. Poi le cose si son fatte più serie.

· Ora in lizza per l’acquisto di Wind ci sono due cordate, formate da fondi di investimento esteri e banche. Da una parte abbiamo la cordata guidata dal fondo Usa Blackstone, dall’altra c’è quella capeggiata dal fondo di investimento Weather, che fa capo all’imprenditore egiziano Sawiris.

PER WIND OFFERTE DA CONSIDERARE

Dal confronto tra il rapporto tra valore dell’azienda e utile industriale 2005 per varie società di telecomunicazioni europee, emerge che la valutazione di Wind fatta dalle due cordate interessate all’acquisto è corretta. Enel potrebbe vendere.

 

· La prima cordata valuterebbe Wind (comprendendo il debito) 11,7 miliardi di euro e punterebbe al 62,5% del capitale, mentre la seconda la valorizzerebbe 11,9 miliardi di euro e mirerebbe al 63%, con una clausola (opzione call) che le permetterebbe di salire al 100% entro il 2006. La struttura finanziaria delle due offerte è composta da una parte pagata in contanti e un’altra, più consistente, con strumenti finanziari. Entrambe sarebbero interessate a quotare Wind in Borsa in pochi anni. I risparmiatori pagheranno di più alla quotazione, dovendo dare un guadagno al fondo.

 

Quanto vale secondo noi

· A Enel conviene vendere Wind? Secondo noi, di fronte a una buona offerta sì. Questo permetterebbe a Enel di liberare risorse finanziarie da destinare al settore strategico dell’energia, che richiede massicci investimenti, ma che promette anche interessanti ritorni. Il tutto in anticipo rispetto al 2006, scadenza prevista per la quotazione in Borsa di Wind nel caso in cui l’affare non vada in porto.

· Abbiamo provato a stimare il valore di Wind basandoci sui risultati del 2004 e sulle nostre stime per il 2005 – vedi riquadro. Dai calcoli abbiamo ricavato un valore di circa 11 miliardi di euro.

 

Il prezzo è quello giusto?

· Le due offerte danno Wind a 11,9 e a 11,7 miliardi di euro, con rapporti tra l’EV da noi calcolato e l’utile industriale 2005 pari rispettivamente a 6,4 e 6,3. Considerando il grande indebitamento di Wind, si tratta di valori elevati. Questo rapporto è pari a 4,8 per Deutsche Telekom, di dimensioni maggiori e con un rapporto tra indebitamento e capitalizzazione inferiore, 5,6 per Telecom e 7,4 per Tim.

· A questi prezzi la vendita di Wind può essere un buon affare, non del secolo, ma visto che l’obiettivo è disfarsene, potrebbe essere una buona occasione. Il fatto di restare azionista al 35-40% permetterebbe a Enel di avvantaggiarsi degli investimenti altrui in Wind, anche se si manterrebbe vivo per Enel il rischio se Wind non crescesse come previsto. Per questo anche  le logiche industriali dei potenziali acquirenti avranno una fondamentale importanza nella scelta. In 2 settimane Enel dovrebbe decidere se accettare o andare avanti verso la quotazione. Il nostro consiglio sull’azione Enel resta quello di acquistare – si veda il testo nelle pagine azioni.

WIND E GLI ALTRI

Per stimare il valore di Wind, abbiamo confrontato alcuni suoi valori con quelli di altre 14 società europee del settore delle telecomunicazioni fisse e mobili (Wind è attiva in entrambi). Per tutte le 14 società abbiamo calcolato l’Enterprise value (EV), ricavato sommando la capitalizzazione di Borsa e l’indebitamento finanziario netto. Poi abbiamo calcolato il rapporto tra l’EV e l’utile industriale stimato per il 2005. Quindi, abbiamo calcolato la media di questo rapporto per le 14 società, pari a 5,9. Moltiplicando per 5,9 l’utile industriale stimato per il 2005 per Wind, se ne ricava un valore di circa 11 miliardi di euro per l’intera società italiana.

 

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