Analisi
Ixos, un delisting di successo 12 anni fa - lunedì 27 giugno 2005
Ho azioni della Ixos Software AG quotate a Francoforte. La banca mi ha comunicato che dal 12 luglio prossimo il titolo verrà delistato. Cosa mi consigliate di fare?

· Quando un titolo viene “delistato”, le azioni non sono più scambiate sulla Borsa su cui erano quotate. Chi, come lei, possiede azioni delistate, non è obbligato a venderle, ma può mantenerle, avendo diritto a partecipare all’assemblea degli azionisti e a percepire il dividendo, diritti che, pensandoci bene lei potrebbe ottenere semplicemente come socio del panettiere sotto casa: mantenendo azioni “delistate”, non avrebbe più tra le mani qualcosa identificabile come un investimento finanziario.

· Fallimento a parte, e sempre ammettendo che il titolo non sia quotato su altri mercati, in casi di delisting non vi è molta scelta: o si vende sul mercato o si aderisce all’offerta di pubblico acquisto del compratore.

Le società coinvolte

· Ixos Software, nata nel 1988, si è affermata come leader europea nell’offerta di prodotti informatici per la gestione, amministrazione e condivisione in formato elettronico di documenti. Quotata prima a Francoforte e poi al Nasdaq la società, per gli elevati costi di struttura, ha chiuso nel 2000 e nel 2003 in perdita e superato a fatica il pareggio nel 2001 e 2002. Questa situazione l’ha resa appetibile per Open Text, colosso operante nello stesso settore, con clienti come Roche, Nasa, Bbc, Motorola, Visa.

· L’acquisizione che avrebbe portato Open Text a divenire leader mondiale nel settore, avrebbe potuto essere vantaggiosa solo con un piano di ristrutturazione e riduzione dei costi di Ixos. A dicembre 2003 è stata lanciata la prima offerta pubblica che ha portato la società 2016091 Ontario, controllata al 100% da Open Text, a detenere l’88% del capitale di Ixos. La riduzione del numero di azioni circolanti ha permesso a Ixos di essere prima “delistata” dal Nasdaq e poi “spostata” dall’indice TecDax al General Standard della Borsa di Francoforte. Tali eventi hanno portato a un risparmio dei costi legati alla quotazione sul mercato americano (le società quotate devono rispondere a obblighi di trasparenza, certificazione di bilancio…) e i minori vincoli imposti dal listino General Standard hanno permesso anche un drastico piano di ristrutturazione aziendale (le spese per il personale di Ixos sono state ridotte nel 2004 del 14%).

L’operazione di delisting

· Open Text, che a fine 2004 era salita fino al 90% di Ixos, farà scattare, sempre tramite la 2016091 Ontario, l’Opa sul restante 10% di azioni ancora circolante. L’operazione si concluderà il 12 luglio con il delisting del titolo. La logica è chiara: in questo modo Open Text potrà disporre di una totale libertà strategica e gestionale nei confronti di Ixos realizzando un ulteriore risparmio di costi.

· La prima Opa, lanciata a 9 euro per azione, fu salutata molto positivamente dal mercato portando il titolo a livelli di prezzo mai raggiunti dopo lo scoppio della bolla speculativa sui titoli tecnologici. L’Opa residuale verrà lanciata a 9,38 euro per azione, ma prevede anche un impegno a un pagamento da parte di Ixos di una “compensazione straordinaria” pari a 0,42 euro per azione per un totale dunque di 9,8 euro per azione.

· Il mercato, visto anche lo scarso numero di titoli ormai presenti in Borsa, ha già di fatto anticipato l’operazione portando il corso di Borsa di Ixos nell’intorno dei 10 euro per azione. Il prezzo è ancora di poco superiore a quello d’Opa probabilmente per effetto di qualche tensione speculativa, ormai comunque di lieve intensità. Per questo fatto, sebbene non vi sia una sostanziale differenza tra vendere sul mercato o aderire all’offerta d’acquisto, le consigliamo di preferire la prima scelta.

condividi questo articolo