Analisi
Alitalia 12 anni fa - lunedì 5 settembre 2005
Il petrolio a 70 euro pesa sui suoi conti e la società dovrà assolutamente trovare un rimedio.

Prezzo al momento dell'analisi (2/9/2005): 0,25 euro

Il prezzo del petrolio è ancora sotto tensione e penalizza le compagnie aeree, sui cui conti pesa il costo del carburante. Alitalia, poi, essendo tra le più deboli del settore ne risente in modo particolare. In base ai primi calcoli, il petrolio a 70 euro implicherebbe costi aggiuntivi per 0,08-0,1 euro per azione che potrebbero portare la società ad aumentare da 3.700 a 5.700 gli esuberi previsti dal piano di recupero. In un primo momento i mercati hanno accolto positivamente l’ipotesi di tagli nel personale più corposi del previsto, ma le tensioni sindacali possono rendere alquanto difficoltoso il raggiungimento degli obiettivi. Alitalia ha bisogno di fare in fretta e di dare il via alla ricapitalizzazione, senza la quale è di fatto fallita. Se ulteriori tagli al personale possono essere un vantaggio, è anche vero che non possono avvenire in maniera indolore (ne sono una prova gli scioperi); inoltre in caso di corpose modifiche al piano le autorità europee potrebbero voler riesaminare la documentazione, riaprendo i giochi alle critiche della concorrenza che teme nuovi aiuti di Stato.

Manteniamo le stime sulla perdita 2005 a 0,05 euro per azione, in quanto contiamo che Alitalia trovi una soluzione ai problemi attuali. Manteniamo però elevato il nostro indicatore di rischio perché la possibilità di fallimento è ancora presente. Molto cara, vendere.

condividi questo articolo