Analisi
Reddito fisso 12 anni fa - lunedì 28 novembre 2005
Nella zona euro i tassi a breve ballano al ritmo delle dichiarazioni di Trichet.

TASSI E VALUTE

· Trichet – il presidente della Bce – ha confermato dinnanzi al Parlamento europeo di essere pronto a un moderato rialzo del tasso ufficiale già dalla prossima riunione di dicembre, al fine di combattere le crescenti pressioni inflazionistiche e contenere il differenziale rispetto al tasso di sconto statunitense: i tassi euro a breve hanno prontamente reagito, spostandosi nettamente verso l'alto. Il presidente ha però successivamente precisato che, nonostante questo intervento restrittivo, la politica monetaria della Banca centrale europea rimane accomodante: un tasso al 2,25% continuerà infatti a sostenere sia la crescita economica, sia l'occupazione. Trichet ha infine dichiarato che l'aumento del primo dicembre non deve interpretarsi come l'inizio una lunga serie di rialzi del tasso ufficiale europeo: i tassi euro a breve sono subito ridiscesi, portandosi sotto i valori di sette giorni prima. Penalizzati da un Ifo tedesco peggiore del previsto anche i tassi a medio e lungo termine sono calati.

· Grande volatilità, la scorsa settimana, anche sul mercato dei cambi. A inizio settimana la nostra moneta ha recuperato terreno sul biglietto verde, dopo le conferme di Trichet sul rialzo del tasso ufficiale di sconto europeo il prossimo dicembre. A fine settimana l'euro è però ritornato a quota 1,17 dollari, dopo che il dato sull'Ifo tedesco ha deluso il mercato. E i tassi Usa? In discesa sia quelli a breve, sia quelli a medio/lunga scadenza. A penalizzarli sono state le dichiarazioni di autorevoli esponenti della Fed che, preoccupati per i negativi effetti che il prolungato rialzo del tasso ufficiale americano potrebbe avere sulla crescita economica statunitense, hanno lasciato intendere che la manovra restrittiva della Fed potrebbe presto esaurirsi.

· In base alle nostre previsioni, il biglietto verde dovrebbe continuare a recuperare terreno sulla nostra moneta: preferite dunque le obbligazioni in questa valuta per approfittarne. Nel vostro portafoglio aggiungete anche qualche titolo in dollari australiani (1 euro = 1,6 dollari australiani) e sterline inglesi (0,68 il cambio euro/sterlina), per beneficiare degli interessanti rendimenti offerti da queste obbligazioni. Completate la vostra selezione con qualche titolo in euro e in corone svedesi (1 euro = 9,46 corone).

· Come orizzonte temporale dei vostri investimenti preferite infine la media scadenza, per godere di discreti rendimenti e non perdere i benefici dei futuri rialzi dei tassi. Non dimenticate però di destinare qualcosa anche all'investimento a breve, per dare maggior equilibrio al vostro portafoglio. 

INVESTIMENTI PER QUALCHE MESE

· Col riaccendersi delle attese per un aumento del tasso ufficiale di Eurolandia, i tassi a breve, sul mercato, hanno ripreso a salire e i titoli di Stato offerti in asta la scorsa settimana si sono adeguati. Il BoT semestrale è stato infatti aggiudicato a un rendimento annuo netto dell'1,73%, contro l'1,51% dell'asta di metà ottobre. Come già accaduto due settimane fa per il BoT trimestrale, il Tesoro ha invece cancellato l'asta del CTz in calendario, per ridotte esigenze di liquidità rispetto a quanto precedentemente preventivato. Il nostro consiglio è di continuare a evitare i titoli di Stato a breve i buoni postali: offrono meno dell'inflazione. Quanto ai pronti contro termine possono essere convenienti solo se riuscite a spuntare tassi almeno pari a quelli offerti da Santander e Ingdirect – vedi oltre.

· Per investire a breve, molto meglio il 4,479% netto offerto da Conto Santander Consumer di Finconsumo banca i primi sei mesi dall'apertura. Successivamente la banca offrirà l'1,916% netto, sempre che non modificherà il tasso di interesse. Se non volete recarvi presso una filiale di Finconsumo banca, potete aprite il conto comodamente da casa, collegandovi al sito internet www.finconsumo.it o telefonando all'848.800.193 se chiamate da rete fissa o allo 011.631.8815 se chiamate da cellulare.

· Come investimento a breve alternativo, vi suggeriamo di acquistare qualche quota del fondo monetario area euro Anima liquidità di Anima sgr (tel. 800-255783): ha reso l'1,7% netto l'ultimo anno e il 2,2% netto gli ultimi tre. Interessante è anche Conto arancio di Ingdirect: rende oggi l'1,75% netto. Ai lettori di Soldi Sette che comunicano il numero di abbonamento alla nostra rivista all'800.717.273 (800.337.337 è il numero per i nuovi clienti) offre però una maggiorazione annua lorda dello 0,2% fino a fine novembre 2006, per cui, attualmente, il tasso netto sale all'1,898%.

INVESTIMENTI PER QUALCHE ANNO

· Sempre per ridotte esigenze di liquidità, il Tesoro ha cancellato anche le aste dei titoli di Stato a tre e dieci anni in programma questa settimana. Se desiderate un BTp, potete comunque acquistarne qualcuno sul mercato, scegliendo fra quelli con media scadenza: in tabella ve ne suggeriamo alcuni. Ad essi vi suggeriamo però di affiancare anche obbligazioni di altri emittenti, sia in valuta comunitaria, sia in valuta estera. Per una lista di obbligazioni più corposa in cui scegliere i titoli consultate il nostro sito internet www.altroconsumo.it/finanza.

· Continua ad essere prolifero il mercato delle nuove emissioni. Fra le nuove obbligazioni vi sconsigliamo Wells Fargo & Co 4,75% 30/11/10 in sterline inglesi, Rshb Capital Sa 6,875% 29/11/10 in dollari statunitensi, Deutsche Genossenschafts Hypothekenbank Ag 3,087% 15/1/10 e Hypothekenbank In Essen Ag 3,19% 20/12/10 in valuta comunitaria: richiedono un importo minimo di sottoscrizione troppo alto per il piccolo investitore. Alla larga anche da France Telecom 5,25% 5/12/25 in sterline inglesi e Hyundai Capital Services Inc. 5,5% 23/11/10 in dollari Usa: il primo associa a una lunga scadenza un alto importo minimo di sottoscrizione; il secondo è molto rischioso a causa della bassa affidabilità dell'emittente e richiede almeno 100.000 dollari. Infine da evitare anche Kuznetski Capital Sa 7,5% 25/11/25 in dollari americani per la lunga scadenza, la bassa affidabilità dell'emittente e perché richiede un investimento minimo di 100.000 dollari. Per i vostri acquisti, questa settimana vi suggeriamo invece un'obbligazione in dollari americani e tre in sterline inglesi. La prima è Japan Bank for International Cooperation 4,75% 25/5/11 (XS0236310677), che ha un'affidabilità "discreta" e rende il 3,88% annuo netto. Le altre tre, tutte con "eccellente" affidabilità, sono invece Rabobank Nederland 4,625% 31/5/12 (XS0220857436) in sterline inglesi che rende il 3,8% annuo netto; Instituto de Credito Oficial 4,5% 7/12/11 (XS0236295696) che rende il 3,68% annuo netto; Banque Européenne d'Investissement 4,5% 14/1/13 (XS0160908249) che rende il 3,72% netto.

· Ancora "ritardi" nella raccolta delle deleghe per partecipare all'arbitrato internazionale Icsid, promosso dalla Task Force Argentina. Banche e intermediari, già da inizio novembre, avrebbero dovuto consegnare ai possessori di tango bond in default i moduli di adesione, ma, timorose di eventuali "nuove" responsabilità a cui potrebbero essere chiamate, stanno studiando minuziosamente come gestire i rapporti coi clienti. D'altro canto, anche gli studi legali associati alla Tfa hanno preso più tempo del previsto per studiare nei minimi dettagli il modo di procedere, così da non lasciare al Paese sudamericano alcuna possibilità di invalidare l'azione legale nei suoi confronti. Nel frattempo – e sempre che non l'abbiate già fatto – vi suggeriamo di inviare alla vostra banca la lettera per interrompere la prescrizione: vi lascerete così aperta la porta per un'eventuale un'azione di risarcimento. Trovate la lettera nel n° 640 di Soldi Sette.

· General Motors dovrebbe presentare un nuovo piano di ristrutturazione entro la fine di quest'anno. Al fine di ridurre i costi e adeguare i livelli di produzione all'andamento delle vendite negli Usa, il gruppo potrebbe chiudere almeno tre impianti di assemblaggio e nove di produzione nel Nord America, di cui molte "attività di supporto". È inoltre in programma una riduzione di 30.000 posti di lavoro sempre nel Nord America entro la fine del 2008. Il sindacato ha però già espresso il proprio disappunto per delle misure di "taglio" di costi così drastiche. In attesa di più chiari segnali su quello che sarà il futuro del colosso automobilistico americano, rimane invariato il consiglio di non acquistare per tutte le obbligazioni del gruppo General Motors. Difficoltà anche per Ford che, dal prossimo anno, ha in programma una nuova ristrutturazione, con chiusura di alcuni impianti. Per favorire la vendita delle nuove auto meno inquinanti, il gruppo ha inoltre chiesto al governo americano sgravi fiscali e incentivi.  Anche per le obbligazioni del gruppo Ford il nostro consiglio è di non acquistare.


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