Analisi
Research In Motion 12 anni fa - martedì 13 dicembre 2005
Nonostante la diminuzione del prezzo, secondo noi la valorizzazione del titolo non tiene sufficientemente conto dei rischi che pesano sullo sviluppo dell’attività di RIM e soprattutto sull’eventuale proibizione alla vendita di Blackberry® negli Stati Uniti. Il titolo è caro.

Prezzo al momento dell'analisi: 60,75 dollari

Research In Motion (RIM) è una società canadese leader sul mercato della messaggeria mobile per le aziende. Proprio quando la causa che opponeva RIM all’americana NTP per violazione di brevetto sembrava avesse trovato il suo epilogo in un accordo amichevole concluso fra le due aziende lo scorso marzo, un giudice americano ha rilanciato il caso. In base a queste nuove decisioni il giudice ha dichiarato nullo l’accordo amichevole (favorevole a RIM) che in effetti non era mai stato finalizzato a causa di una differente portata delle licenze accordate. Ancor peggio, il giudice si è rifiutato di concedere a RIM la sospensione della procedura giudiziaria, chiesta dall’azienda in attesa di una decisione dell’ufficio nazionale dei brevetti. Nel giugno 2005, la corte d’appello aveva, infatti, fatto marcia indietro, mettendo in dubbio il valore di 9 dei 16 capi d’accusa sollevati da NTP, dopo che l’ufficio nazionale dei brevetti aveva annullato la validità di due di questi brevetti. Due brevetti sui quali si basano altri sette capi d’accusa e che fanno ancora oggi parte di un esame dell’ufficio nazionale dei brevetti e che sembrano essere l’anima della controversia. Il giudice non ha ritenuto opportuno attendere questa decisione e ha quindi ritenuto RIM colpevole anche di questi 7 capi d’accusa.. Ora il giudice si deve pronunciare sulla condanna e potrebbe confermare la decisione presa in prima istanza, cioè la pura e semplice proibizione alla vendita del suo apparecchio di messaggeria Blackberry® negli Stati Uniti, dove RIM realizza quasi il 70% del suo fatturato.

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