Analisi
Capitalia 12 anni fa - venerdì 20 gennaio 2006
Abn Amro non incrementa la quota

Abn Amro non incrementa la quota

Prezzo al momento dell'analisi (19/01/2006): 5,18 euro

Le decisioni di Abn Amro sulla quota detenuta in Capitalia portano a pensare che la società olandese intenda via via ridurre la propria presenza nella società italiana. Ma il prezzo del titolo ne tiene già conto.
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L’incontro tra i soci del patto di sindacato di Capitalia (l’accordo che regola i rapporti tra i principali azionisti del gruppo) si è concluso con l’arrotondamento delle quote di alcuni soci (Fondiaria-Sai e Fininvest) e con il lieve calo della quota detenuta da Toro, ma con un sostanziale nulla di fatto per quanto riguarda Abn Amro. Dopo la fusione tra Capitalia e Fineco, divenuta effettiva lo scorso 2 gennaio, le quote di alcuni dei soci del patto di sindacato si sono “diluite” (altri soci invece, detenendo anche azioni Fineco o Mcc scambiate con azioni Capitalia, hanno mantenuto invariata la propria quota). Tra i soci che hanno visto ridursi la propria partecipazione c’è proprio Abn Amro, passata dal 9 al 7,7% (le operazioni straordinarie di inizio anno hanno infatti comportato l’emissione di nuove azioni Capitalia pari a circa il 16% del precedente capitale). Abn Amro ha tuttavia deciso di non effettuare per ora nuovi investimenti per ripristinare la quota, una decisione derivante in parte dall’esborso necessario (Capitalia quota oggi a prezzi ben superiori a quelli a cui Abn Amro aveva acquisito le azioni). A nostro avviso, tuttavia, non è l’unico motivo, specie se si considera che la fusione tra Capitalia e Fineco ha comportato secondo le nostre stime un miglioramento dei conti del gruppo (al momento dell’annuncio avevamo rialzato del 18% circa le stime sull’utile per azione 2005 e del 7% quelle sull’utile per azione 2006). Dopo il “risanamento” Fineco presentava infatti una redditività più elevata rispetto alla capogruppo: le dimensioni di Capitalia erano pari a quasi 10 volte quelli di Fineco, ma l’utile 2004 (senza considerare i guadagni straordinari che hanno “gonfiato” i conti di Fineco) era solo 6 volte superiore. La decisione di Abn Amro di non aumentare la quota, quindi, può essere solo in parte giustificata dall’aumento del prezzo di Capitalia. Crediamo che un impulso fondamentale alla decisione derivi anche dal fatto che la società olandese è già impegnata in Italia a portare avanti altre operazioni, in particolare Banca Antonveneta sulla quale dovrà ora lanciare un’Opa. Inoltre, l’arrivo di nuovi vertici in Banca d’Italia fa sì che Abn Amro, in attesa di conoscerne l’orientamento, preferisca “stare alla finestra”. Queste decisioni possono quindi essere interpretati come volontà da parte degli olandesi di “staccarsi” sempre più da Capitalia. Se questa ipotesi dovesse verificarsi si aprirebbero nuovi spiragli alla speculazione, ma allo stesso tempo aumenterebbe l’incertezza sulla gestione. Per questo motivo, riteniamo che gli aspetti positivi legati a questa notizia siano già incorporati nell’attuale prezzo del titolo, correttamente valutato.

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