Analisi
Economie e mercati 12 anni fa - lunedì 16 gennaio 2006
Il caro petrolio ha frenato la crescita delle economie della zona euro nel 2005, ma gli investitori tedeschi guardano al futuro con ottimismo.

IN EUROPA

·
Nel 2005 l’economia tedesca è rallentata, registrando una crescita dello 0,9% contro l’1,6% del 2004. La buona tenuta delle esportazioni è stata infatti parzialmente compensata dalla crescita delle importazioni, in seguito alla fiammata dei prezzi del petrolio. La domanda interna è inoltre rimasta fiacca e gli investimenti hanno "segnato il passo". Tuttavia, a gennaio l’indice Zew sulla fiducia degli investitori tedeschi ha raggiunto 71 punti dai 61,6 di dicembre. Segno che gli investitori tedeschi, pur aspettandosi un possibile rialzo dei tassi ufficiali della zona euro, ritengono che l’economia tedesca è abbastanza solida da poterne assorbire gli effetti.

· Nei primi undici mesi del 2005 il deficit commerciale francese è fortemente aumentato, raggiungendo i 22,8 miliardi di euro contro i 5,96 miliardi dello stesso periodo del 2004. Se l'aumento di prezzo dei prodotti energetici ha contribuito ad accentuare il rosso di bilancio, non è da sottovalutare la perdita di competitività delle società francesi, che non riescono a far fronte a una concorrenza internazionale sempre più agguerrita.

· Nel quarto trimestre 2005 la crescita economica britannica ha raggiunto +0,5%, grazie alla tenuta delle vendite al dettaglio e all'andamento della produzione industriale.  

NEL MONDO

·
In leggera diminuzione il deficit commerciale Usa (le importazioni che superano le esportazioni) che, dopo aver registrato un record di 68,1 miliardi di dollari a ottobre, a novembre è sceso a 64,2 miliardi. Si tratta di un leggero "riassorbimento" dovuto al calo della fattura energetica (in seguito alla riduzione del prezzo del petrolio) e alla crescita delle esportazioni (sostenute dalle vendite nel settore aereo - Boeing). Gli Usa dovrebbero tuttavia chiudere il 2005 con il maggior deficit annuale di tutta la loro storia. Basti pensare che quello accumulato nei primi undici mesi dello scorso anno ha raggiunto 661,8 miliardi di dollari: una cifra nettamente superiore ai 617,6 miliardi del 2004.

· Nel 2005 l’attivo commerciale cinese ha battuto un nuovo record, toccando i 104 miliardi di dollari contro i 32 miliardi del 2004. Una vera e propria fiammata del commercio estero, che rischia di far aumentare la diffidenza verso la Cina dei suoi principali partner commerciali mondiali e di rimettere sotto pressione le autorità di Pechino, affinché apprezzino la loro moneta, limitando la competitività dei loro prodotti sui mercati internazionali. Da luglio 2005 – quando è terminato l'ancoraggio con il dollaro e lo yuan si è apprezzato del 2,1% – la valuta cinese è infatti rimasta stabile rispetto al biglietto verde.

condividi questo articolo