Analisi
Europa sotto assedio 12 anni fa - lunedì 23 gennaio 2006
In attesa dei dati trimestrali delle società europee, il Vecchio continente ha dovuto far fronte a diversi “attacchi” provenienti dagli Usa e dall’Oriente.

In attesa dei dati trimestrali delle società europee, il Vecchio continente ha dovuto far fronte a diversi “attacchi” provenienti dagli Usa e dall’Oriente.

Se la settimana è cominciata in maniera tranquilla, con Wall Street chiusa e l’Europa sonnecchiante in mancanza di spunti, nei giorni successivi non sono mancate notizie in grado di movimentare i listini. Non si è però trattato di notizie positive, e il bilancio settimanale torna al segno meno: la Borsa Usa chiude a -2,03%, l’indice dei 50 principali titoli europei segna -2,27% (-1,61% Piazza Affari). Le condizioni climatiche in Russia riportano alla luce il problema del “taglio” alle forniture di gas all’Europa. Questo fatto, unito a un ennesimo rincaro del petrolio sulla scia delle tensioni in Iran e in Nigeria, porta i titoli energetici a segnare +1,51%, ma penalizza le Borse nel loro complesso specie se si considera che i rialzi non hanno riguardato solo gas e petrolio, ma tutte le materie prime: il prezzo dell’oro ha raggiunto livelli non toccati da 25 anni, ma anche rame e zinco hanno segnato nuovi record a tutto beneficio dei titoli minerari (+0,62%). I listini europei hanno dovuto far fronte anche ai deludenti dati sulle immatricolazioni di auto a dicembre, che hanno portato il settore a perdere il 2,51%; Fiat (-2%) se la cava meglio del settore grazie al buon posizionamento che sembra derivare dai nuovi modelli e alle alleanze strette di recente, nonostante il tonfo di venerdì dopo la notizia della vendita dei pacchetti azionari detenuti da SanPaolo e Mps. Se l’economia “tradizionale” non ha brillato, anche la new economy non ha dato una mano: i deludenti dati trimestrali dei colossi Usa e lo scandalo contabile che ha investito il portale giapponese Livedoor hanno segnato il settore: l’indice Nasdaq segna infatti un calo del 2,99%, mentre il settore dei semiconduttori sprofonda a -5,25%. Tenuto conto di tutti questi elementi, il calo segnato dalle Borse appare più che giustificato, visto anche lo scarso sostegno offerto dai pur positivi dati macroeconomici della settimana. Anche nei prossimi tempi l’attenzione rimarrà concentrata sulle società, con l’entrata nel vivo della stagione dei dati trimestrali.

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