Analisi
Reddito fisso 12 anni fa - lunedì 9 gennaio 2006
Con la pausa natalizia scendono i tassi euro per tutte le scadenze. Oltreoceano, è iniziato l'ultimo mese di Greenspan alla Fed.

TASSI E VALUTE

· Con la pausa natalizia, i tassi della zona euro hanno registrato una discreta contrazione su tutte le scadenze. I tempi di nuovi effettivi rialzi del tasso ufficiale di sconto da parte della Bce – la Banca centrale europea – sono infatti ancora incerti e anche gli ultimi dati macro di Eurolandia non sono stati consolanti. Per esempio in Germania – la principale economia dell'eurozona – le vendite al dettaglio sono calate a novembre dello 0,6% annuo, mentre il tasso di disoccupazione è salito a dicembre all'11,1%.

· È invece andata meglio alla nostra moneta che, proprio verso la fine della scorsa settimana, si è apprezzata in modo sensibile sul biglietto verde, portandosi a quota 1,21 dollari per un euro. Vi hanno inciso soprattutto le attese di nuove azioni restrittive di politica monetaria da parte della Bce – sebbene i tempi  siano ancora incerti – e le contestuali controversie sorte fra i membri della Fed sull'opportunità di continuare o meno a rialzare il proprio tasso ufficiale. E i tassi Usa? In aumento quelli a breve – il mercato rimane convinto che almeno nella riunione di fine gennaio la Fed interverrà con un’altra manovra restrittiva di 0,25 punti – mentre in discesa si sono mossi quelli a medio/lunga scadenza, che hanno così risposto al deludente dato sull'Ism manifatturiero, crollato inaspettatamente a dicembre a 54,2, contro il 57,1 di novembre e il 57,5 atteso.

· In questo scenario caratterizzato ancora da molte incertezze e dove i rendimenti delle obbligazioni in euro sono nettamente inferiori a quelli dei titoli di pari affidabilità e scadenza ma in valuta estera, vi suggeriamo di preferire per i vostri investimenti le obbligazioni in dollari americani, australiani e sterline inglesi. Vi ricordiamo che con un euro acquistate oggi 1,62 dollari australiani e 0,69 sterline. Interessanti, ma soprattutto per motivi di diversificazione, sono anche le corone svedesi (1 euro = 9,31 corone), i cui titoli offrono rendimenti simili a quelli delle obbligazioni in valuta comunitaria. Per completare la vostra selezione aggiungete qualche obbligazione in euro. Se già li possedete, mantenete invece i titoli in dollari canadesi.

· Come orizzonte temporale dei vostri investimenti preferite infine la media scadenza: porterete così a casa discreti rendimenti, senza congelare per troppo tempo i vostri soldi. Destinate però qualcosa anche all'investimento a breve, per meglio equilibrare il vostro portafoglio.

INVESTIMENTI PER QUALCHE MESE

· Nel corso di queste ultime due settimane si è tenuta l'asta dei titoli di Stato a breve termine. Il BoT semestrale è stato aggiudicato a un rendimento annuo netto dell'1,79%, in salita rispetto all'1,73% di fine novembre, mentre il CTz è stato offerto al 2,44% netto dal 2,2% di ottobre. Gli aumenti erano ampiamente attesi e riflettono le aspettative del mercato per nuovi rialzi del tasso ufficiale di sconto da parte della Bce. Una nuova asta di titoli di Stato a breve – questa volta con scadenza a 3 e 12 mesi – si terrà mercoledì. Per il momento vi sconsigliamo di partecipare. Nonostante i rendimenti in salita, i BoT continuano infatti a offrire scarni rendimenti, che non sono nemmeno in grado di proteggervi dall'erosione monetaria dovuta all'inflazione.

· Per i vostri investimenti di breve periodo evitate anche i pronti contro termine e i buoni postali. Seguendo l'orientamento del mercato, le Poste hanno aumentato i tassi di interesse sui buoni postali che, da gennaio, rendono a chi li sottoscrive l'1,65% lordo (l'1,44% netto) dopo un anno e l'1,7% lordo (l'1,49% netto) dopo due.

· Se BoT, p/t e buoni postali sono da evitare, dove parcheggiare i soldi per il breve periodo? Il nostro consiglio è per Conto Santander Consumer di Finconsumo banca e Conto arancio di Ingdirect. Si tratta di due conti deposito privi di spese, che offrono un rendimento annuo lordo del 2,625% (1,916% netto) il primo e del 2,4% (1,75% netto) il secondo. Vi ricordiamo però che il tasso base di Conto arancio viene aumentato dello 0,2% annuo lordo (oggi sale dunque all'1,898% netto) fino a fine novembre di quest'anno per i lettori di Soldi Sette che comunicano il numero di abbonamento alla nostra rivista all'800.71.72.73 (800.337.337 i nuovi clienti). Vi ricordiamo inoltre che i nuovi clienti di Ingdirect che apriranno il conto entro il 28 febbraio beneficeranno per tutto il 2006 di un tasso netto promozionale del 2,555% sui primi 30.000 euro di deposito (sulle somme eccedenti verrà riconosciuto il tasso base dell'1,75% netto, senza maggiorazione). Se dunque non avete un conto deposito e volete aprirlo, oggi Conto arancio è da preferire.

· Come investimento per il breve termine potete anche considerare l'acquisto di alcune quote di un fondo monetario area euro. Noi vi suggeriamo Anima Liquidità di Anima sgr (tel. 800-255783): è da anni il migliore dei fondi monetari da noi seguiti, che potete sottoscrivere con soli 125 euro. Se desiderate maggiori consigli sui fondi monetari, consultate la nostra rivista Fondi comuni all'indirizzo internet www.altroconsumo.it/finanza.

INVESTIMENTI PER QUALCHE ANNO

· L'atteso rialzo dei tassi di mercato ha spinto all'insù anche i rendimenti dei titoli di Stato a medio termine offerti in asta nelle ultime settimane. Il CcT settennale è stato infatti aggiudicato a un rendimento annuo netto del 2,27% (1,85% il rendimento dell'asta precedente), mentre il BTp a 3 anni è stato offerto al 2,52% netto (2,35% il rendimento precedente). In lieve discesa, invece, il rendimento del BTp decennale, aggiudicato al 2,98% netto dal 3,02% di ottobre. Questo venerdì sarà la volta dell'asta del BTp a 5 anni. Se desiderate un titolo di Stato, vi suggeriamo di partecipare: eviterete così di pagare le commissioni altrimenti dovute. Ai titoli di Stato italiani affiancate però alcune delle obbligazioni di altri emittenti e in valute diverse da quella comunitaria (vedi tabella): il vostro portafoglio sarà così meglio diversificato e il suo rendimento complessivo non potrà che beneficiarne.

· Con le festività natalizie, anche il mercato delle nuove emissioni si è preso una pausa. Fra i pochi nuovi titoli appena apparsi sul mercato ve ne segnaliamo tre in valuta comunitaria: Seb Ag 3% 27/12/2007, Erice Finance Srl 2,546% 21/12/2014 e Ayt Caja Murcia Hipotecario I Fondo de Titulizacion de Activos 2,629% 17/10/2035. Ve li sconsigliamo: il primo soprattutto a causa della breve scadenza a cui è associato uno scarno rendimento, gli altri due per la lunga scadenza e un importo di sottoscrizione di 100.000 euro. Per lo stesso motivo evitate anche Akbank Tas 4,66% 23/10/2013 in dollari Usa.

· Col nuovo anno, abbiamo arricchito la nostra selezione di nuove obbligazioni, interessanti per chi desidera seguire la strategia di investimento che noi suggeriamo. Si tratta di Caisse d'Amortissement de la Dette Sociale 3,25% 25/4/2013 e Carrefour 3,625% 6/5/2013 in euro, Eurofima 4,375% 29/12/2011 e Dekabank Deutsche Girozentrale 5% 24/4/2013 in corone svedesi, Total Capital 5,75% 20/7/2012 e Rabobank Nederland Australia Branch 5,75% 24/8/2012 in dollari australiani, Federal Farm Credit Banks 5,75% 18/1/2011 e Banque Européenne d'Investissement 4,25% 15/10/2012 in dollari statunitensi. Se deciderete di acquistarli, ne potrete seguire l'evoluzione settimanale di prezzo e rendimento direttamente dal nostro sito internet.

· Si è concluso con un'adesione di massa lo scambio proposto dalla provincia di Buenos Aires per ristrutturare il proprio debito in default. Vi ha partecipato il 94% dei risparmiatori che, forse intimoriti dalle difficoltà che stanno incontrando i "ribelli" compagni di sventura possessori dei tango bond argentini, hanno deciso di accettare la proposta di Buenos Aires e vedere andare in fumo una bella fetta dei propri risparmi. In Italia, il tasso di adesione è stato di poco superiore al 74%. Gli sfortunati risparmiatori si vedranno ora consegnare uno dei tre bond di nuova emissione in cambio di quelli in default. Si tratta dei discount con scadenza 2017 o dei par a medio e lungo termine scadenti, rispettivamente, il 2020 e il 2035 (vedi Soldi Sette n° 665). Sul fronte "Repubblica", vi segnaliamo invece che l'Argentina ha saldato interamente il proprio debito col Fondo monetario internazionale. Per farlo, ha temporaneamente attinto alle riserve valutarie della Banca centrale, che verrà rimborsata dopo l'emissione di nuove obbligazioni decennali di analogo importo. Voci di mercato avevano anche parlato di una "nuova proposta" che la Repubblica Argentina starebbe preparando per i risparmiatori "dissenzienti" alla proposta di ristrutturazione della scorsa primavera. Il ministro dell'economia Felisa Miceli ha però prontamente smentito, dichiarando che nessuna nuova proposta è oggi all'esame del governo.


 

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