Analisi
Le italiane non piacciono più? 12 anni fa - lunedì 13 febbraio 2006
Ho notato che, nella vostra selezione, ci sono solo tre azioni italiane consigliate all’acquisto. Non potreste allargare un po’ il campo per cercarne altre interessanti?

Ci abbiamo già provato...

· Anche noi ci siamo posti la stessa domanda: possibile che il listino italiano, il più “comodo”in termini di accessibilità e costi, sia così tanto avaro di occasioni?

· L’allargamento del numero di azioni italiane non è tuttavia così semplice come può sembrare: è vero che le società quotate a Piazza Affari sono numerose, ma il listino di casa nostra non è nel suo complesso conveniente (è secondo le nostre stime solo correttamente valutato) e le azioni che già seguiamo coprono già una gran parte della sua capitalizzazione (numero di azioni moltiplicato per il prezzo).

· Scegliere altri titoli significa quindi “pescare” in un panorama di società sempre più piccole, penalizzate in termini di visibilità e di liquidità. Inoltre, molte di queste società sono saldamente controllate dalle famiglie fondatrici, per cui risultano meno interessanti sia in termini speculativi (impossibilità di “scalate”) sia in termini di gestione e di diritti degli azionisti di minoranza.

· Pur tenendo conto di questi limiti, abbiamo comunque setacciato il listino in cerca di occasioni: un lavoro “sotterraneo” in quanto non visibile nella pubblicazione di Soldi Sette, ma ugualmente importante. Abbiamo analizzato i conti di una serie di società, abbiamo stimato il loro andamento futuro e abbiamo applicato a questi risultati gli stessi criteri di valutazione dei titoli che trovate nelle tabelle (ve ne abbiamo parlato in Soldi Sette n° 654).

· Per monitorare un po’ tutto il panorama di Piazza Affari, abbiamo scelto titoli appartenenti a settori diversi: dai trasporti (SIAS, Navigazione Montanari), al settore alimentare (La Doria), a quello delle costruzioni (Permasteelisa, Cementir), a quello dei macchinari e della componentistica (Emak, Gefran, Danieli, Carraro, El.En...).

· I risultati, purtroppo, non sono lusinghieri: i titoli sono risultati cari, o al massimo correttamente valutati; per questo motivo, non li abbiamo aggiunti alla selezione pubblicata su Soldi Sette. Continueremo tuttavia a monitorarli costantemente, e nel caso in cui diventassero interessanti (per il calo del prezzo o per il cambiamento delle prospettive di utili) non mancheremo di segnalarvelo.

Cembre e Biesse, facciamo il punto

· D’altronde, già in passato vi avevamo segnalato alcune società, ad esempio Biesse (vedi Soldi Sette n° 479) e Cembre (vedi Soldi Sette n° 661). Questi due titoli rientrano ora nella lista di titoli costantemente seguiti; approfittiamo dell’occasione per fare il punto sulle due società.

· Entrambi i gruppi appaiono in buona salute: Biesse, che opera nel settore delle macchine utensili per la lavorazione di legno, vetro e marmo, ha chiuso i primi nove mesi 2005 con vendite in crescita del 6,6% e utili pari a 0,32 euro per azione.

· Quanto a Cembre, che opera nella produzione e commercializzazione di connettori elettrici a compressione, ha chiuso i primi nove mesi 2005 con vendite in progresso del 5,1% e un utile ante imposte pari a 0,47 euro per azione.

· Crediamo che il miglioramento dei conti possa continuare anche in futuro: per Biesse stimiamo utili per azione di 0,49 euro nel 2005 e 0,55 euro nel 2006. Per Cembre, stimiamo utili 2005 e 2006 pari rispettivamente a 0,33 e 0,34 euro per azione.

· Il prezzo di Borsa tiene purtroppo già conto di questi progressi e i titoli risultano oggi cari. A chi ha seguito il nostro consiglio di acquisto, quindi, suggeriamo ora di vendere e incassare i guadagni: il titolo Biesse (8,7 euro) ha più che raddoppiato il suo prezzo, e anche il più recente consiglio su Cembre (4,95 euro) ha prodotto un guadagno dell’8% circa.

È ORA DI INCASSARE

biesse e cembre febbraio 2006Sia Biesse (grassetto; scala sinistra) sia Cembre (linea sottile; scala destra) hanno registrato consistenti rialzi e risultano oggi cari. Secondo noi è arrivato il momento di vendere.

 

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