Analisi
Economie e mercati 12 anni fa - lunedì 13 febbraio 2006
Deludono gli ultimi dati macroeconomici di Eurolandia. Oltremanica, produzione industriale in aumento e tasso ufficiale fermo al 4,5%.Ancora positivi i dati macroeconomici degli Usa.

IN EUROPA

Dopo i rialzi dell'ultimo periodo, a gennaio la fiducia dei consumatori europei ha smesso di recuperare, rimanendo inchiodata a quota -11. A penalizzarla sono stati gli ultimi dati macroeconomici, in lieve rallentamento. In Germania – la principale economia dell'eurozona – gli ordini industriali sono scesi a dicembre dell'1,6% mensile. Si tratta di una vera delusione per il mercato che, dopo la crescita dell'1,3% registrata a novembre, si attendeva un nuovo incremento dello 0,5%. Non va meglio in Francia – la seconda economia di Eurolandia – che, sempre a dicembre, ha visto scendere la produzione industriale dello 0,3% mensile (+3,1% la crescita di novembre) e dello 0,8% annuo. In rallentamento – e peggiore delle attese – anche il Pil, cresciuto dell'1,4% nel corso del 2005 (+2,1% nell'anno precedente) e solo dello 0,2% nel quarto trimestre dello scorso anno (+0,7% la crescita del terzo trimestre). A completare un quadro economico tutt'altro che soddisfacente, il deficit record della bilancia commerciale francese, salito a -26,5 miliardi di euro.
Ancora buone notizie, invece, nel regno d'oltremanica: a dicembre, la produzione industriale è cresciuta dello 0,2% mensile. Rispetto a un anno prima si registra però una flessione del 2,6%, a causa dei rilevanti cali messi a segno nei mesi precedenti. La crescita mensile lascia però ben sperare e la Bank of England, durante la riunione tenutasi giovedì, ha lasciato invariato al 4,5% il proprio tasso ufficiale, deludendo chi si attendeva una sua riduzione.

NEL MONDO

Si consolida, a gennaio, la fiducia dei consumatori americani che, secondo l'Isae, è salita a quota 106,3 da 103,8 del mese di dicembre. L'economica statunitense continua infatti sulla strada della ripresa. Lo conferma anche il dato degli ordini industriali, saliti a dicembre dell'1,1% (più del previsto). Il mercato si attende inoltre una revisione al rialzo della crescita del Pil Usa del quarto trimestre 2005 dall'1,1% della stima precedente. Unica nota dolente dell'economia americana è il saldo negativo della bilancia commerciale, salito a dicembre a 65,7 miliardi di dollari dai 64,3 miliardi del mese precedente (-725,8 miliardi è il saldo di tutto il 2005, in crescita del 17,5% sul 2004). Il mercato si attendeva sì un peggioramento, ma meno marcato. Da notare il deficit nei confronti della Cina, salito a 16,3 miliardi di dollari dai 14,2 miliardi di novembre.
In Australia sale invece, a gennaio, il tasso di disoccupazione, ora al 5,3% della popolazione attiva. Si tratta del più alto livello dell’ultimo anno. Questa salita, facendo escludere forti aumenti salariali nei prossimi mesi, allontana il rischio di tensioni inflazionistiche, per cui la Banca centrale australiana ha potuto mantenere invariato per l’undicesimo mese consecutivo il proprio tasso ufficiale. In crescita anche la disoccupazione canadese che, sempre a gennaio, è salita al 6,6% della popolazione attiva dal 6,5% di dicembre. La creazione di altri 26.000 nuovi posti di lavoro non è dunque bastata ad assorbire tutti i nuovi arrivati sul mercato del lavoro canadese.

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